Prezzi oro e Bund da record, sterlina ai minimi dal 1985: torna la paura da Brexit

La Brexit torna a scuotere i mercati: è fuga versi i beni rifugio, male la sterlina, ai minimi da 31 anni contro il dollaro.

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La Brexit torna a scuotere i mercati: è fuga versi i beni rifugio, male la sterlina, ai minimi da 31 anni contro il dollaro.

Mercati nuovamente sensibili alla Brexit. Dopo una settimana di apparente tregua, la tensione è tornata palpabile oggi. Il prezzo dell’oro è schizzato ai nuovi massimi da quasi 3 anni, salendo a 1.374 dollari l’oncia, segnando un rialzo del 4% in queste prima sedute di luglio. Nuovo record minimo per i rendimenti dei Bund a 10 anni, sprofondanti all’attuale -0,192%.

I titoli di stato tedeschi rendono ormai sotto lo zero fino alla scadenza dei 15 anni e non risultano più acquistabili fino ai 7 anni, registrando rendimenti inferiori al -0,4% fino a questo segmento temporale. In mattinata, erano scivolati in territorio negativo anche i rendimenti ventennali del Giappone, mentre quelli della Svizzera lo sono fino ai 30 anni. Anche i Treasuries a 10 anni si attestano ai minimi di sempre, scendendo sotto l’1,33%.

Anomalie, che riflettono la fuga del mercato verso i cosiddetti “beni-rifugio”, al ripario dai rischi. E quello più avvertito è certamente la Brexit, il cui negoziato potrebbe durare a lungo, come avverte il presidente del cda di Société Générale, Lorenzo Bini Smaghi, ex consigliere del board BCE. Ma sta facendo la sua parte anche la crisi delle banche italiane, che in borsa hanno registrato cali pesanti nelle ultime sedute.

Non solo paura Brexit

Sul crollo dei rendimenti sovrani, però, pesa anche l’attesa di nuovi interventi accomodanti da parte delle principali banche centrali, in grossa parte motivati proprio dalla volontà di reagire alla Brexit. La Federal Reserve dovrebbe rinviare a non prima della fine dell’anno il prossimo rialzo dei tassi USA, mentre la BCE dovrebbe irrobustire per la terza volta il “quantitative easing” già dal board di questo mese.

Male la sterlina, che contro il dollaro sta aggiornando i minimi degli ultimi 31 anni a un cambio attuale di 1,2905, anche se in mattinata era crollata fino a 1,28. Contro l’euro, il cambio è di 0,8539, ai minimi da quasi tre anni. Rispetto al giorno del referendum, perde il 13,7% contro il dollaro e il 10,3% contro la moneta unica.

 

 

 

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