Prezzi delle case in calo in Italia: la fotografia di un mercato che resta indietro

Le più penalizzate sono le vecchie abitazioni e quelle situate al Sud. Mentre, infatti, i prezzi per le nuove abitazioni sono in aumento dal 2017.

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Le più penalizzate sono le vecchie abitazioni e quelle situate al Sud. Mentre, infatti, i prezzi per le nuove abitazioni sono in aumento dal 2017.

Prezzi delle case ancora in discesa in Italia. Secondo l’ultimo rapporto dell’Eurostat i prezzi degli immobili sia nell’area Euro che nell’Unione sono aumentati del 4,2% durante il secondo trimestre del 2019 ma l’Italia è uno dei paesi in cui invece si sono registrati cali dello -0,2%.

 

I dati Eurostat

L’Eurostat conferma che tra gli stati membri per cui sono disponibili i dati i prezzi maggiori si sono registrati in Ungheria con un rialzo del +14%, Lussemburgo, +11,4%, Croazia, +10,4% e Portogallo +10,1%. In sostanza l’Italia è l’unico paese a registrare cali nonostante la lieve crescita congiunturale registrata dall’Istat pochi giorni fa e le prospettive non sembrano ancora del tutto chiare: S&P, infatti, stima ancora cali anche nei prossimi 2 anni. Il rapporto di S&P Global Ratings, sottolinea che i prezzi delle case continuano a salire a ritmo lento anche se l’Italia appare come fanalino di coda. Nel nostro paese, molto probabilmente,  si vedranno ancora contrazioni rispettivamente dello 0,9% e dello 0,4%.

Le più penalizzate

In particolare le più penalizzate sono le vecchie abitazioni e quelle situate al Sud. Mentre, infatti, i prezzi per le nuove abitazioni sono in aumento dal 2017 e in genere il mercato si mantiene dinamico in  Lombardia, Veneto ed Emilia Romagna, al Sud la situazione è drammatica anche a causa dello sviluppo demografico in negativo. Sul fronte estero i prezzi sono in crescita in Svizzera, grazie alla piena occupazione, ma un +5,5% si è segnalato anche in Spagna e altrettanto in Portogallo, grazie all’interesse degli stranieri. 

Anche Confedlizia sembra confermare i dati italiani ma sottolinea che “Nonostante questo, il nostro Parlamento e il nostro Governo non sembrano aver colto la gravità della situazione. Nella nota di aggiornamento del Def, infatti, non abbiamo letto nulla in merito a propositi di rilancio del settore immobiliare”. Secondo Confedilizia andrebbe ridotta la patrimoniale Imu-Tasi per stimolare i consumi e, inoltre, si attendono rassicurazioni “sulla stabilizzazione della cedolare secca per gli affitti nonostante lo stesso Governo abbia scritto nella Nadef che si tratta di un formidabile disincentivo all’evasione”.

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