Prezzi delle case ancora in calo ma l’aumento è vicino: tutte le previsioni

Le tante facce del mercato immobiliare europeo. Standard and Poor's vede un aumento dei prezzi delle case in Italia già a partire dal 2014

di Giuseppe Timpone, pubblicato il
Le tante facce del mercato immobiliare europeo. Standard and Poor's vede un aumento dei prezzi delle case in Italia già a partire dal 2014

I prezzi delle case sul mercato immobiliare in Italia torneranno a crescere, seppur di poco, solo nel 2014. E’ la previsione di Standard & Poor’s, che vede per il prossimo anno una timida ripresa dei valori immobiliari in Italia dello 0,5% su base annua.  

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Per quest’anno, invece, il calo proseguirà e sarà dell’1,6%, completando un lustro di tonfi che dura dal 2009, a seguito della recessione dovuta proprio allo scoppio della bolla immobiliare negli USA. E l’Istat ha certificato che anche nel terzo trimestre del 2012, i prezzi delle case in Italia sono scesi dell’1,1% sul secondo trimestre e del 3,2% su base annua, mentre nei primi nove mesi dello scorso anno, il calo è stato dell’1,8% su base annua e frutto di una diminuzione del 3,7% dei prezzi delle case usate e di un aumento del 2,7% di quelle nuove. Quanto ai livelli attuali, secondo un’indagine di S&P ripresa dal sito specializzato Idealista.it, sia i prezzi degli affitti che quelli delle vendite sarebbero in Italia vicini alla media di lungo periodo, lasciando intravedere una stabilizzazione nei prossimi mesi, in quanto i nostri immobili non sarebbero sopravvalutati.  

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In Europa, quest’anno avranno il segno positivo solo i prezzi degli immobili di Belgio (+1%) e Germania (+3%). I cali più drastici si avranno, invece, in Spagna (-7,8%), Olanda (-5,9%) e Francia (-5%). L’Irlanda, che dall’inizio della crisi ad oggi ha praticamente dimezzato il valore medio dei suoi immobili, dovrebbe vedere diminuire ancora i prezzi dello 0,9%, per stabilizzarsi l’anno prossimo. Preoccupa, quindi, la caduta probabile nel mercato core degli immobili in Europa, ossia in Francia e Olanda, i quali dovrebbero registrare prezzi in discesa anche l’anno prossimo e rispettivamente del 5% e del 2%. Le previsioni di medio-lungo termine non sarebbero molto scoraggianti, in quanto l’aumento della popolazione indurrebbe a una crescita della domanda, quindi, dei prezzi stessi delle case.  

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In Italia, poi, il punto minimo dovrebbe essere raggiunto quest’anno, di pari passo al tasso massimo di disoccupazione, prevista in crescita fino al 12%. Dopo, per quanto flebile, dovrebbero arrivare la ripresa del pil e quella dei prezzi immobiliari. E la discesa dei prezzi sarebbe da stimolo agli acquisti, con ciò aumentando il numero delle compravendite e forse riducendo contemporaneamente i tempi medi per una transazione. Un caso a parte è rappresentato dalla Germania, unica grande economia dell’Occidente ad avere beneficiato della crisi europea, grazie al rifugio di ingenti flussi di investimenti verso le sue banche e i suoi Bund. Ciò ha determinato un abbassamento dei tassi, a beneficio della domanda di credito, mutui inclusi. Questo fenomeno ha spinto la Germania a vivere una stagione di aumenti intensi dei prezzi immobiliari, fatto alquanto insolito in questo Paese. E che è arrivata dopo un ventennio di stagnazione dei valori delle case. Si pensi, ad esempio, che mentre in Italia – dove i prezzi sono storicamente più vivaci – essi crollavano del 2,8% e del 4% negli anni 2011 e 2012, in Germania salivano del 7,6% e dell’8,6%. E città curiosamente a buon mercato come Berlino stanno iniziando a diventare molto care, con il rischio che prima o poi si giunga allo scoppio di una bolla immobiliare. le cui conseguenze negative non sarebbero confinate alle latitudini teutoniche. A maggior ragione che i tedeschi non sono un popolo di proprietari di case: solo il 42% delle famiglie ne possiede una, per arrivare a un miserrimo 12% a Berlino. S&P prevede che l’aumento dei prezzi in Germania proseguirà anche nel 2014 e sarà pari a 3% (Comprare casa a Berlino, prezzi bassi e occasioni per investire). Chiudendo con il nostro Paese, pare di comprendere che buona parte dei valori immobiliari potrebbe risentire in un senso o nell’altro dalle possibili modifiche che potrebbero essere apportate all’IMU dal prossimo governo. Ad oggi, la batosta fiscale sugli immobili ha contribuito al crollo dei prezzi e all’allungamento dei tempi di vendita, dato che i proprietari preferiscono attendere che le cose migliorino, piuttosto che svendere subito. Una rimodulazione dell’IMU sulle prime case (abbassamento/annullamento delle aliquote e/o aumento delle detrazioni) avrebbe un effetto positivo specie sui prezzi delle nuove case, sicuro oggetto di compravendita, essendo più difficile in Italia la vendita di una prima abitazione già in uso. Quanto al resto degli immobili, pare di capire che non ci dovrebbero essere sgravi in vista o almeno non tali da lasciare sperare in un recupero veloce e sostenuto dei relativi valori di mercato

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Argomenti: Economia Italia