Prezzi case, dove costano di più adesso: trend con nuovi aumenti

Secondo il rapporto Gli immobili in Italia 2019, redatto dall’Agenzia delle Entrate, pochi proprietari di immobili hanno meno di 35 anni.

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Secondo il rapporto Gli immobili in Italia 2019, redatto dall’Agenzia delle Entrate, pochi proprietari di immobili hanno meno di 35 anni.

Comprare casa è il sogno di molti, soprattutto ad una certa età. Se l’affitto rimane una soluzione condivisa per chi lavora in un’altra città, l’acquisto di un immobile rappresenta da sempre quella sicurezza intramontabile. A patto di poterlo fare. 

Tanti proprietari di case ma solo pochissimi hanno meno di 35 anni

Secondo il nuovo rapporto Gli immobili in Italia 2019, redatto dall’Agenzia delle Entrate, la proprietà immobiliare in Italia è in mano a privati.

Considerando 34.871.821 unità residenziali, 32.192.053 sono possedute da persone fisiche guardando alle dichiarazioni del 2016. La Lombardia si conferma essere la regione con il maggior valore complessivo per quanto riguarda le residenze, 822 miliardi di euro. I proprietari degli immobili sono maggiormente lavoratori dipendenti, seguiti dai pensionati. In genere, il reddito medio dichiarato è di 24.367 euro. Interessante la parte che considera l’età dei proprietari degli immobili. Soltanto 1,5 milioni infatti ha meno di 35 anni, mentre 14 milioni hanno tra 35 e 65 anni e 9,5 milioni hanno più di 65 anni. Tutto ciò dimostra che ancora la domanda di acquisto immobili da parte dei giovani che hanno meno di 35 anni è piuttosto bassa, soprattutto per la mancanza di redditi stabili. 

Andamento prezzi

Nel frattempo l’andamento del mercato delle case in Italia sembra seguire un trend differente. Secondo la Bussola mutui di Crif MutuiSupermarket.it, nel 2019 i prezzi degli immobili hanno segnalato una riduzione del costo al metro quadro dello 0,8%. In linea generale però i prezzi sono aumentati in Liguria, Emilia Romagna e Toscana, rispettivamente +6,4%, +2,4% e +0,8% mentre le città con i prezzi più alti risultano Firenze, Napoli, Milano e Bologna. Nonostante i tassi ai minimi e l’aumento delle compravendite nel terzo trimestre dell’anno scorso sono calate le erogazioni dei mutui. Il motivo va ricercato principalmente nel calo della domanda di surroghe avvenuto nella prima parte dell’anno, a cui aggiungere l’aumento degli acquisti per investire la liquidità di cui solitamente non si fa ricorso al mutuo. In linea generale, comunque, la maggior parte delle richieste ha riguardato mutui a tasso fisso per un tempo medio di 20 anni e un prestito di 130.976 Euro.

 

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