Prezzi benzina e diesel: ritorno dalle ferie con rincari, ecco dove costano di più

Di nuovo prezzi in salita per benzina e diesel, le città più care in questo momento.

di Chiara Lanari, pubblicato il
Di nuovo prezzi in salita per benzina e diesel, le città più care in questo momento.

Dopo la stangata per bollette, scuola, pane e pasta di cui si sta parlando in questi giorni un ‘altra brutta notizia è in arrivo: anche i prezzi delle benzina e del diesel sono tornati a salire dopo le ultime settimane di calma. Il motivo potrebbe celarsi dietro al ritorno dalle ferie degli italiani, con conseguente spostamento in auto e pieni di carburante. Ma questa non sembra essere l’unica motivazione, infatti anche le quotazioni internazionali dei prodotti raffinati hanno subito leggeri rialzi.

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Prezzi benzina e diesel ecco dove costano di più

Molti nomi noti hanno aumentato i prezzi della benzina e del diesel come ha fatto sapere Staffetta Quotidiana in riferimento ai rialzi di Eni, IP, Italiana Petroli e Tamoil. Passiamo ai prezzi rilevati dall’Osservatorio prezzi del ministero dello Sviluppo economico, secondo cui il prezzo medio della benzina al self service si è attestato su 1,634 euro/litro, 1,613 alle pompe bianche, per il diesel si parla di 1,506 euro/litro, 1,488 alle pompe bianche. Per il servito i numeri sono più alti;  1,748 euro/litro per la benzina, 1,626 euro/litro per il diesel, 0,658 euro/litro per il Gpl e 0,963 euro/kg per il metano.

Le città e le regioni più care per il gasolio sono al momento Bolzano e Trento, dove la media si è attestata su 1,589 euro/litro. Prezzi in salita anche in Friuli Venezia Giulia, Valle d’Aosta e Basilicata. Per il diesel prezzi meno cari nelle Marche, Veneto e in Molise. La benzina più salata per le tasche degli italiani è stata invece registrata a  Bolzano, in Liguria, Trento e in Calabria. Meno cari i prezzi in Sicilia, Abruzzo e Veneto.

La fiducia dei consumatori diminuisce

Recente è inoltre la notizia del peggioramento della fiducia dei consumatori e delle imprese a causa del deterioramento della componente economica. L’aumento dei prezzi di moltissimi prodotti e servizi, tra cui appunto quelli del carburante, alla lunga hanno determinato un calo della fiducia da parte dei consumatori, secondo quanto rivela l’Istat, passando da 116,2 a 115,2.  Non se la passano meglio le imprese. Come riporta l’Istat in una nota: “Nei settori produttivi, oltre alla flessione registrata per l’industria manifatturiera, è da rilevare come l’indice di fiducia dei servizi, in calo rispetto a luglio, si attesti  al di sotto del livello medio registrato nell’ultimo semestre del 2017 pur mantenendo un livello storicamente elevato. Nell’ambito dei servizi, si segnala comunque una dinamica vivace per i servizi di informazione e comunicazione e per quelli turistici”.

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Argomenti: Economia Italia, quotazioni petrolio