Previsioni oro 2020: pro e contro un nuovo rally del metallo

Corsa dell'oro anche l'anno prossimo o il metallo si prenderà una pausa? Diversi e contrastanti gli scenari che si preparano nel 2020.

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Corsa dell'oro anche l'anno prossimo o il metallo si prenderà una pausa? Diversi e contrastanti gli scenari che si preparano nel 2020.

Quest’anno, le quotazioni dell’oro sono cresciute di circa il 16%, anche se il loro massimo lo hanno toccato a inizio settembre, quando hanno superato i 1.550 dollari l’oncia. Da allora, ripiegano di una sessantina di dollari. Sta di fatto che il 2019 è stato un anno da incorniciare per il metallo, grazie al crollo dei rendimenti obbligazionari in tutto il pianeta, a sua volta provocato dall’esplosione di tensioni geopolitiche, commerciali e dal rallentamento economico presso le aree avanzate.

Per il 2020, la corsa del metallo potrebbe anche proseguire. Secondo Aberdeen Standard Investments, i prezzi arriverebbero fino ai 1.700 dollari e solo nel caso di ricomparsa stabile dell’inflazione, sosterebbero tra 1.700 e 1.800 dollari.

L’oro risente dell’andamento del dollaro, a cui è correlato negativamente. Dunque, se il cambio americano s’indebolisce, il metallo si apprezza e viceversa, essendo un asset denominato proprio nella valuta a stelle e strisce. E bisogna aggiungere che il dollaro si rafforza o s’indebolisce a seguito anche della politica dei tassi della Federal Reserve. In teoria, quindi, tassi USA in rialzo apprezzano il dollaro e indeboliscono l’oro; tassi USA in ribasso deprezzano il dollaro e rafforzano l’oro.

Perché il prezzo dell’oro resta poco tonico anche con il calo dei rendimenti americani?

Cosa accadrà nel 2020? La Fed dovrebbe tenere invariati i tassi dopo i ribassi per 75 punti base cumulati di quest’anno. Questo sosterrebbe il dollaro, specie se le altre principali banche centrali non alzassero, se non marginalmente, i loro tassi. Per l’oro, non un’ottima notizia, anche perché i rendimenti obbligazionari dovrebbero risalire nei prossimi mesi, rispetto ai minimi record toccati nell’estate scorsa. Tra settembre e oggi, già la massa dei bond con rendimenti negativi nel mondo è diminuita di ben 6.000 miliardi di dollari. Poiché le obbligazioni sono asset concorrenti all’oro, dotati di cedola, un loro deprezzamento le renderebbe relativamente più interessanti. Per contro, i mercati azionari sembrano sopravvalutati, specie a New York, spingendo gli investitori a guardare con maggiore appetito proprio l’oro.

Ma non mancano i pretesti per comprare oro

E che dire dell’assenza d’inflazione? I prezzi in Nord America, Europa e Giappone continuano a crescere molto lentamente, sotto i target delle rispettive banche centrali. Proprio questo trend non consente ai governatori di alzare i tassi, né all’oro di surriscaldarsi troppo, essendo il tipico bene rifugio contro la perdita del potere di acquisto. Inoltre, le prospettive per l’economia mondiale appaiono meno severe di quanto scontate fino a qualche mese fa. I dati macro in arrivo dagli USA si mostrano positivi e la stessa Eurozona, per quanto cresca poco, starebbe evitando la recessione.

In definitiva, vi sarebbero tante ragioni per prevedere quotazioni dell’oro poco dinamiche per il 2020, almeno in dollari. Tenete conto che negli ultimi mesi sono stati toccati i record storici per le quotazioni in euro, oltre che in altre divise, come il dollaro australiano e la sterlina. D’altra parte, però, le tensioni commerciali tra USA e Cina non si sono sopite del tutto. Le due superpotenze hanno semplicemente rinviato la resa dei conti per non danneggiarsi troppo a vicenda. Il presidente americano Donald Trump non vuole correre rischi prima delle elezioni presidenziali del novembre 2020 ed eviterà passi falsi con Pechino.

Il prezzo dell’oro in Europa è a un passo dal suo record storico

Ma non mancano altre sfide, come quella in Medio Oriente tra Arabia Saudita e Iran, culminata a settembre con l’attacco via drone di Teheran all’indirizzo del principale sito estrattivo saudita, capace di far impennare le quotazioni del petrolio per qualche seduta. Per non parlare della Brexit, che dovrebbe realizzarsi senza più intoppi entro gennaio, dando seguito nei mesi seguenti alla ricerca di un accordo commerciale tra Regno Unito e Unione Europea, tutt’altro che scontato, almeno sui tempi. Infine, che ne sarà del quarto governo Merkel? Reggerà alle divisioni politiche tra i due partner della Grosse Koalition? E l’Italia precipiterà verso elezioni anticipate? Tutti interrogativi, destinati ad alimentare il mercato aureo nelle fasi incerte.

E sullo sfondo resta la corsa per la Casa Bianca, che vede Trump armato contro l’assalto tentato dai Democratici alla sua presidenza con lo storico “impeachment” votato alla Camera pochi giorni fa.

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