Previsioni meteo, il grande business dei siti ‘specializzati’: come funziona e come difendersi

Previsioni meteo a lungo termine e spesso apocalittiche: si tratta di un immenso business. Ecco come funziona e come difendersi.

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Previsioni meteo a lungo termine e spesso apocalittiche: si tratta di un immenso business. Ecco come funziona e come difendersi.

La domanda che in molti si pongono non appena arriva l’alba del lunedì è quali sono le previsioni meteo per il weekend successivo. E così inizia la compulsione: si salta da un sito di previsioni meteo all’altro, cercando di capire quali possano essere le tendenze. Ebbene, come avrete probabilmente notato, molti siti di meteo, soprattutto per le previsioni a lungo termine (diciamo aldi là dei 3/4 giorni) inseriscono un dato sull’attendibilità. Spesso, troviamo il 50%, a volte anche il 30%: cosa significa, sempre se la matematica non è un’opinione? Semplice: se le previsioni meteo parlano di bel tempo, vuol dire che al 50% sarà così e al 50% sarà brutto; semplificando ancora, significa che se lanciate una monetina in aria, con testa=bel tempo e croce=cattivo tempo, avete le stesse probabilità di imbroccare.

Se, poi, l’attendibilità è al 30% significa che la monetina è uno strumento più sicuro.

Insomma, cosa si nasconde dietro il business delle previsioni meteo dei siti specializzati?

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Previsioni meteo, quando sono possibili e quando no: parla la ‘scienza’ e dovremmo ascoltarla

Le previsioni meteo sono quanto di più complesso è possibile perché il cosiddetto ‘sistema meteorologico’ è dominato dal caos (e si utilizza questa parola secondo la terminologia scientifica): cosa significa? Che le variabili che entrano in gioco nella definizione di una giornata di sole, di pioggia o ‘variabile’ sono talmente tante che oltre le 48/72 ore è pressoché impossibile ‘prevedere’ alcunché e spesso, anche in un lasso di tempo più ristretto, si possono verificare gravi errori. Quando su un sito di previsioni meteo troviamo le tendenze a lungo termine si tratta di un schiaffo alla scienza: oltre i 3 o 4 giorni, a determinare le previsioni può essere soltanto la ‘fantasia’. Ma perché allora i siti di meteo continuano a proporre questo tipo di ‘anticipazioni’ sul tempo futuro? E soprattutto, perché la terminologia usata è sempre più apocalittica? Per assecondare la compulsione del lettore o c’è forse qualcos’altro dietro?

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Il business delle previsioni meteo sulle spalle dell’ignaro lettore: è così che va il mondo!

Abbiamo deciso di non fare nomi e non li faremo: diciamo che il sito di previsioni meteo più cliccato in Italia ha incassato, nell’arco degli ultimi 5 anni, ben 10 milioni di euro grazie alla pubblicità. Ma come funzionerebbe questo business, secondo gli esperti? Ebbene, sembra che l’incertezza nelle previsioni meteo possa portare a maggiori introiti; sempre pensando alle ricerche sul fine settimana, gli introiti aumentano se al lunedì si parla di grande incertezza o addirittura di apocalittici temporali proprio nel weekend; l’incertezza, infatti, porta a cercare sempre nuove previsioni meteo anche nei giorni successivi; insomma, un business che si autoalimenta alla perfezione.

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Come difendersi dalle previsioni meteo dei siti specializzati

Come difendersi moralmente e psicologicamente dalle previsioni meteo? Innanzitutto, iniziando a non essere più compulsivi dal lunedì: come già spiegato a inizio articolo, una previsione maggiore di 3/4 giorni equivale al lancio della monetina, né più né meno. Un altro elemento che potrebbe essere tenuto in conto sono le esagerazioni apocalittiche che propongono alcuni siti: in quel caso, la puzza di bruciato potrebbe essere ancora maggiore. Infine, prendere l’abitudine di consultare soltanto siti più qualificati e di non aprire qualunque pagina web, rispettando sempre il limite sancito dalla scienza. Insomma, diciamolo in parole semplici: per il weekend, iniziate a guardare le previsioni a partire da mercoledì/giovedì. Non prima.

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