Prete sgozzato, Francia sotto attacco: ecco perché l’ISIS marcia su Parigi

Terrorismo islamico dilagante in Francia. L'ISIS punta su Parigi per il suo progetto di guerra totale contro l'Europa, ma perché?

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Terrorismo islamico dilagante in Francia. L'ISIS punta su Parigi per il suo progetto di guerra totale contro l'Europa, ma perché?

Ennesimo episodio di terrorismo di matrice islamista in Francia ieri, dove l’orrore è entrato stavolta in una chiesa, quella di Saint-Etienne du Rouvray a Rouen, facendo come vittima Padre Jacques Hamel, 86 anni, sostenitore del dialogo con i mussulmani, sgozzato sull’altare per non essersi inginocchiato dinnanzi ai due terroristi, che hanno recitato alcuni sermoni in arabo.

Prete sgozzato è solo ultimo episodio di una lunga catena dell’orrore

Ancora una volta è la Francia la vittima di quella che giustamente il presidente François Hollande ha ripetuto anche ieri essere una “guerra” contro il suo paese. Già, perché sono ormai troppi gli attacchi sul territorio transalpino in appena 18 mesi: da Charlie Hebdo a Saint-Denis e Bataclan, dall’uccisione di due poliziotti a Nizza e ieri Rouen. Ormai è chiaro che i francesi siano nel mirino dei jihadisti dell’ISIS. Ma perché?

La spiegazione più ricorrente di questa sfortunata peculiarità è che la Francia ha tra i suoi cittadini 5 milioni di mussulmani di origine maghrebina, ovvero provenienti dalla aree più a rischio estremismo. Fattori storici, come la sanguinosa guerra con l’Algeria per l’indipendenza negli anni Sessanta hanno creato un humus favorevole all’odio di milioni di islamici del mondo arabo contro Parigi. Ma non è tutto.

Terrorismo islamico contro Francia

L’ISIS non è una baracca retta da quattro barbuti ignoranti, come vorremmo in cuor nostro credere. Lo Stato Islamico è dotato di una vera e propria intelligence, in grado di concepire e organizzare attentati all’estero con occhio scientifico. E gli islamisti di Siria e Iraq hanno compreso da tempo che la Francia è lo stato europeo a maggior rischio di destabilizzazione politica, perché il fortissimo malcontento sociale si è incanalato da anni nel Fronte Nazionale, la formazione dell’ultra-destra di Marine Le Pen, che ha come cavallo di battaglia proprio la lotta all’immigrazione clandestina e, in particolare, al jihadismo.

Nel 2017 si terranno le elezioni presidenziali e Hollande è dato così basso nei sondaggi, che quasi impossibile sembra che possa accedere al ballottaggio. La sfida potrebbe essere come nel 2002 tutta a destra al secondo turno tra la Le Pen, accreditata di non meno del 30% al primo turno, e un candidato gollista, si chiami Nicolas Sarkozy o Alain Juppé.

 

 

 

Vittoria Le Pen sembra ancora improbabile

Ad oggi, nessuno crede verosimilmente che la Le Pen possa imporsi al ballottaggio, perché come nel 2002 contro il padre, tutto l’arco politico francese si coalizzerebbe contro di lei, fiutando il pericolo di una deriva estremista alla massima carica dello stato, ma più concretamente la fine dell’alternanza politica tra destra e sinistra ufficiali.

Occhio all’Austria, però, dove il candidato dell’ultra-destra, Norbert Hofer, potrebbe vincere al ballottaggio per le elezioni presidenziali, che sarà ripetuto dopo l’estate, dopo che sono stati registrati dalla Corte Suprema errori nella votazione di maggio. Una sua eventuale vittoria potrebbe fungere da stimolo anche per gli elettori francesi, che gettando il cuore oltre l’ostacolo, arriverebbero a votare a maggioranza la candidata frontista sull’onda di una domanda forte e trasversale di maggiore sicurezza e di chiusura delle frontiere contro presenze minacciose esterne.

Strategia ISIS è precisa

E perché mai i terroristi islamici dovrebbero votare per la loro arci-nemica, per colei che vorrebbe chiudere le frontiere agli immigrati, specie se di religione mussulmana? Semplice, per arrivare a uno scontro frontale con Parigi, per possedere un pretesto forte per stimolare milioni di combattenti alla guerra santa contro l’Europa crociata. Una cosa è incitare alla jihad con un Hollande qualunque, un’altra è farlo con al potere un simbolo nemico forte.

Inoltre, i jihadisti potrebbero essersi convinti che vincendo la Le Pen, milioni di mussulmani in Francia potrebbero sentirsi così frustrati, da essere disposti a tutto per combattere contro le istituzioni transalpine. Insomma, quella dell’ISIS è una precisa strategia, tesa a scatenare un clima di odio totale contro l’Europa, prendendo a pretesto la presenza nei governi e alle massime cariche degli stati di personalità palesemente anti-islamiste.

 

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