Prestito tra persone o “P2P lending”, è vero boom in Europa

In Europa tornano in voga le società di mutuo soccorso. Nel Regno Unito la “banca fai da te” dell’imprenditore David Fishwick, la Burnley Savings and Loans Ltd, ha riacceso le speranze di un’intera città.

di Stefano Fugazzi, pubblicato il
In Europa tornano in voga le società di mutuo soccorso. Nel Regno Unito la “banca fai da te” dell’imprenditore David Fishwick, la Burnley Savings and Loans Ltd, ha riacceso le speranze di un’intera città.

Le società di mutuo soccorso – oggi meglio note come «social lending» o «peer-to-peer (P2P) lending» – stanno vivendo una seconda giovinezza. Complice la crisi del debito sovrano e la necessità di ripianare i bilanci, le banche e gli istituti di credito non prestano più ai privati e ai piccoli imprenditori. Le conseguenze della cosiddetta «morsa del credito» sono sotto gli occhi di tutti. Le piccole attività faticano, infatti, a reperire i fondi necessari per fronteggiare anche le più piccole contingenze economiche. Per ovviare a questo problema, già da qualche anno negli Stati Uniti sono tornate in voga le società di mutuo soccorso. Basti pensare che l’americana Lending Club, protagonista assoluta del comparto, dal 2007 a oggi ha erogato prestiti per oltre 700 milioni di dollari.

Il fenomeno del peer-to-peer lending sta mettendo radici anche nel Vecchio Continente. A detenere la leadership del mercato italiano del social lending sono Prestiamoci e Smartika mentre nel Regno Unito il mercato delle società di mutuo soccorso è in mano a Zopa.

Le cifre non sono da capogiro perché le società di mutuo soccorso prestano ai propri clienti al massimo 20-30 mila euro alla volta. Per la valutazione dei richiedenti vengono impiegate le consuete tecniche di credit scoring mentre grande parte dell’iter burocratico è svolto online. Ma il rapporto tra i privati può essere anche gestito faccia a faccia. È il caso della Burnley Savings and Loans Ltd, una società di mutuo soccorso britannica il cui obiettivo è prestare piccole somme agli imprenditori e ai commercianti della cittadina inglese di Burnley.

L’ANOMALIA INGLESE: IL PEER TO PEER LENDING DEL MECENATE DAVID FISHWICK

Fondata lo scorso settembre dal David Fishwick, il più grande fornitore di minibus nel Regno Unito, la «Bank on Dave» – così come viene affettuosamente chiamata dagli abitanti della cittadina di Burnley – è nata quasi per necessità. Con il sopraggiungere della recessione sul finire del 2008, infatti, David Fishwick ha scoperto che molti dei suoi clienti, non per colpa loro, faticavano a ottenere prestiti dai colossi bancari britannici rischiando così di mettere in crisi l’azienda creata dall’imprenditore inglese. «Le banche non prestavano più una sterlina e – di conseguenza – i piccoli imprenditori non potevano né investire in macchinari né finanziare l’acquisto dei miei furgoni» spiega David Fishwick all’emittente britannica Channel 4.

Da qui l’idea di colmare il vuoto e creare la Burnley Savings and Loans Ltd, una società di mutuo soccorso improntata sul rapporto diretto con il richiedente. La Burnley Savings and Loans Ltd si differenzia dalle altre aziende specializzate in peer-to-peer lending per non impiegare alcun software o alcuna sofisticata tecnica di credit scoring. È lo stesso David Fishwick, infatti, a incontrare di persona i privati e i piccoli commercianti di Burnley e ad accogliere di volta in volta le loro richieste. Per fare ciò, la Burnley Savings and Loans Ltd funge da tramite accettando depositi in cambio di un tasso d’interesse del 5%. Dulcis in fundo: tutti gli utili della piccola “banca” vengono devoluti in beneficenza alle associazioni legate alla città di Burnley.

Ogni piccola cosa può davvero fare la differenza. Soprattutto in tempi di crisi.

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Argomenti: Economia Europa