Presidenza Fed: Summers si ritira, troppo “imbarazzante” il suo passato

Strada spianata per la Janet Yellen anche se non mancano anche altri nomi. Le indiscrezioni sulla nomina di Summers avevano provocato non poche polemiche

di Enzo Lecci, pubblicato il
Strada spianata per la Janet Yellen anche se non mancano anche altri nomi. Le indiscrezioni sulla nomina di Summers avevano provocato non poche polemiche

Alla fine Latty Summers, da più parti indicato come il principale candidato alla successione  di Ben Bernanke alla presidenza della Fed, ci ha rinunciato (Nikkei: Summers sarà il successore di Bernanke. Come cambierà la Fed?).

L’ex ministro del Tesoro di Bill Clinton nonchè ex consulente della prima presidenza Obama, ha inviato una lettera al presidente americano chiedendogli ufficialmente di escluderlo dalla rosa dei candidati per il prestigioso incarico. La rinuncia di Summers significa, in poche parole, la quasi certezza che ad essere nominata da Obama successore di Ben Bernanke possa essere l’attuale numero due della Federal Reserve Janet Yellen. Chiaramente le solite voci ben informate, parlano anche di altri papabili ma con meno chaces: Donald Kohn, un ex vice presidente della Fed, Timothy Geithner, segretario al Tesoro, Stanley Fischer, dimissionario governatore della Banca d’Israele e Roger Ferguson, ex vice presidente della Fed e ora ad di un colosso dei fondi pensione.

La rinuncia di Summers è stata il frutto delle numerose polemiche che hanno accompagnato i rumors su una sua possibile nomina a successore di Obama. Summers, infatti, mentre era riuscito a placare le critiche per il suo ruolo di consulente al colosso bancario City (dimettendosi dall’incarico) poco aveva potuto fare contro gli attacchi per la sua complicità nei processi che nel 2008 diedero inizio alla crisi finanziaria in Usa.

Come si ricorderà infatti, fu Summers  circa 20 anni fa, a decidere il superamento della legge che vietava la fusione tra banche commerciali e banche di investimento. Tale abrogazione, secondo molti analisti, sarebbe stata il “la” alla crisi che di li a poco avrebbe travolto molte banche. 

Per essere eletto Summers avrebbe dovuto comunque chiedere l’appoggio dei Repubblicani, visto che ben 4 deputati del “suo sponsor”, il Partito Democratico di Obama, avevano già annunciato un voto contrario alla sua nomina nella Commissione sulle Banche. 

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Argomenti: Fed

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