Prelievo forzoso 10% dai conti correnti. Ipotesi realistica o “boutade” dell’FMI

Fa discutere e preoccupa la proposta del Fondo Monetario di prelevare il 10% dai conti correnti per risolvere la crisi del debito in Europa. Ma sarebbe fattibile? E con quali effetti? Per ora solo sdegno e contrarietà della stampa italiana

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La prima domanda che dovremmo porci è: un prelievo forzoso del 10% sui conti correnti di tutti sarebbe fattibile? Tecnicamente, sì. E’ già accaduto in misura di gran lunga inferiore in Italia nel 1992, quando l’allora governo Amato pensò bene di prelevare lo 0,6% dai conti bancari e postali degli italiani, nella notte tra il 9 e il 10 luglio. Qui, l’ipotesi è ancora più forte, perché sarebbe di circa 16 volte più pesante.

 

Fuga di capitali, crollo di Piazza Affari, rendimenti BTP alle stelle: forse sarebbe troppo 

Tuttavia, gli effetti sarebbero non solo dubbi sul livello del debito pubblico, ma devastanti per la tenuta del sistema finanziario, economico e anche politico. Immaginiamo che una mattina, magari di sabato, quando le banche sono chiuse per l’intero weekend e non è possibile assaltare gli sportelli, accendiamo la TV o andiamo su internet e scopriamo che il 10% dei nostri conti in banca e alla posta se li è pappati lo stato. Si scatenerebbe una rabbia fortissima contro le istituzioni, mentre dal lunedì mattina preleveremmo i nostri depositi per evitare altre spiacevoli sorprese (run). Al contempo, i grossi capitali fuggirebbero dall’Italia, mentre non entrerebbe più un centesimo di euro di investimento straniero.

Piazza Affari rischia il collasso e nessuno si compra più i nostri titoli di stato, temendo altri blitz anti-investimenti. I rendimenti sui BoT e i BTp esploderebbero e nel giro di qualche anno ritorneremmo agli stessi livelli attuali di debito pubblico, a causa sia dell’impennata del costo per rifinanziarlo sul mercato, sia per la contrazione dell’economia, a seguito della fuga dei capitali dall’Italia.

Ma soprattutto: una siffatta misura quanto inciderebbe nell’immediato sui livelli di debito pubblico? Appena l’11%.

Calcolando, infatti, che i depositi degli italiani ammontano a circa 1.728 miliardi di euro, il 10% di prelievo forzoso sui depositi varrebbe intorno a 170 miliardi, ossia circa l’11% del pil. Il debito scenderebbe in breve dal 130% del pil circa di questi mesi al 120%. Anche senza nessuno degli effetti negativi di cui abbiamo discusso, la misura sarebbe inutile, perché non muterebbe la percezione degli investitori sul nostro debito, visto che 120% o 130%, poco importa. Per i mercati è importante, soprattutto, la prospettiva, ossia il trend dell’economia, oltre che del deficit, per prevedere o meno la sostenibilità dell’indebitamento pubblico nel tempo. E di certo non sarebbe rassicurante sul futuro dell’economia un governo che prelevi coattivamente denaro dai c/c dei suoi cittadini.

 

Tutti contro l’ipotesi dell’Fmi: la reazione della stampa

Non è un caso che un pò tutta la stampa nazionale abbia ironizzato o si sia espressa contro l’ipotesi. Se il Sole 24 Ore titola “idea balzana”, Affaritaliani.it va giù duro con “L’FMI vuole economia di guerra”, mentre per Milano Finanza “FMI farnetica sul prelievo forzoso”. Il Fatto Quotidiano ricorda ai lettori il caso Cipro e lo mette in collegamento alla richiesta dell’istituto di Washington. Il Giornale si chiede: “L’Fmi imita Amato?”, mentre il Corriere parla di “proposta choc”. Insomma, per l’FMI non è stato proprio un successo d’immagine.

 

LA PROPOSTA “IRRAZIONALE” DELL’FMI – Fmi shock: prelievo forzoso del 10% sui conti correnti per uscire dalla crisi

 

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