Povertà record in Italia: il dramma del Sud e la disparità tra regioni per lo stile di vita

Sempre più poveri in Italia, cifre che fanno riflettere e anche il rapporto «Regioni e Città in uno sguardo» dell'Ocse non ci premia.

di Chiara Lanari, pubblicato il
Sempre più poveri in Italia, cifre che fanno riflettere e anche il rapporto «Regioni e Città in uno sguardo» dell'Ocse non ci premia.

Il reddito di cittadinanza e tutte le incertezze che si sta portando dietro hanno aperto uno scenario preoccupante sulla povertà in Italia. I dati dell’Istat sono impietosi: 5 milioni di poveri nel 2017, un dato importante che non veniva registrato dal lontano 2005. Ciò significa che l’8,4% della popolazione vive in condizioni di estrema povertà.

Sempre più poveri

La metà, o quasi, dei poveri registrati, risiedono al Sud (11,4%) contro la percentuale di 5,1 e 5,4% del Centro e del Nord. Nel Mezzogiorno il fenomeno interessa il 10,2% degli italiani e il 40% degli stranieri come ha comunicato Maurizio Franzini, in audizione sulla Nota di aggiornamento al Def alle Commissioni Bilancio di Camera e Senato. Una triste realtà che sicuramente è legata alla crisi economica, come fa notare Carlo Rienzi del Codacons, secondo cui i poveri in Italia sono aumentati del +108%: “nel 2007 le famiglie in povertà erano 975 mila; il numero di individui in condizione di povertà assoluta era pari a 2,4 milioni, contro i 5 milioni del 2017”.

Lavoro e la grande disparità tra le regioni

I dati sulla povertà si legano a quelli inerenti il lavoro e la disparità tra regioni sull’occupazione e la qualità della vita. L’italia è al secondo posto per le disuguaglianze nella sicurezza ma non se la passa bene nella sanità, scuola, servizi etc. A dirlo il rapporto «Regioni e Città in uno sguardo» dell’Ocse che ha esaminato vari paesi puntando ai divari economici e sociali. In Italia è ancora la questione “sud” a preoccupare. Mentre, infatti, la soddisfazione generale è alta in Valle d’Aosta, dall’altro lato la Calabria è la regione dove questa viene meno. Nel rapporto dell’Ocse viene rivelato che in Italia le diseguaglianze economiche sono aumentate negli ultimi anni con un divario ancora più netto tra nord e sud. Milano e Bolzano sono le città con il Pil procapite più alto, più del doppio rispetto a quello della Calabria.

La provincia di Bolzano è prima anche per la crescita della produttività, dall’altro lato si trovano il Molise, Calabria, Puglia, Campania e Sicilia. Basti raffrontare il tasso di occupazione del 70,3%, di media, nelle regioni al top e al 41% nelle regioni del Sud. In Campania si segna il dato più alto per  ‘gender gap’ della disoccupazione femminile mentre in Sardegna resta alto il divario di genere per l’occupazione femminile. La regione più sicura è la Valle d’Aosta (0,4 omicidi per 100.000 persone) in Sicilia si segnalano invece 4,5 omicidi per 100.000 abitanti mentre il Friuli Venezia Giulia è quella con le condizioni abitative migliori. Infine, l’area metropolitana più ricca è quella di Bologna con 35.200 dollari, seguita da Milano che si conferma l’area metropolitana più ricca d’Italia in termini di Pil pro capite ma anche la città più inquinata insieme e Venezia.

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Argomenti: Economia Italia