Povertà in Italia: 3 giovani su 10 guadagnano meno di 800 euro al mese

I dati del report sulle disuguaglianze reso noto dall'Oxfam durante il World Economic Forum di Davos.

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I dati del report sulle disuguaglianze reso noto dall'Oxfam durante il World Economic Forum di Davos.

Tre giovani su dieci guadagnano meno di 800 euro al mese. A dirlo è il report sulle disuguaglianze reso noto dall’Oxfam durante il World Economic Forum di Davos.

Giovani e donne i più colpiti

I numeri parlano chiaro e raccontano una realtà drammatica legata ai giovani che hanno meno di 29 anni.

Solo in Italia, infatti, il 30% di ragazzi guadagna meno di 800 euro al mese e il 13% si trova in una condizione di povertà lavorativa. E se molti giovani guadagnano davvero poco, una percentuale del  19,2% di ragazzi tra 15 e 24 anni è inattivo, ossia non lavora e non studia

Il report ha messo in luce non solo la situazione dei giovani ma anche la differenza di genere, che sembra pesare sulle donne italiane. In Italia la percentuale di donne che si prende cura della famiglia è dell’11,1%, la media Ue è del 3,7% ma mentre le donne che hanno figli e lavorano sono il 57%, per quelle che non hanno figli la percentuale sale al 72,1%. 

Per quanto riguarda le donne, queste impiegano 12,5 miliardi di ore in lavori di cura non retribuiti. Il 42% delle donne a livello mondiale, non può lavorare perché deve curare o farsi carico di anziani, disabili, bambini. In Italia l’11,1% non ha mai lavorato per curare i figli mentre il 38,3% delle madri con figli under 15 è stata obbligata a modificare il lavoro per prendersi cura della famiglia.

Il 10% del più ricco che possiede la ricchezza del 50% povero

Interessanti anche i dati relativi all’ascensore sociale, praticamente fermo, con il 10% del più ricco che possiede la ricchezza del 50% povero. Nella sostanza 2.153 persone considerate super ricche detengono una ricchezza superiore al patrimonio di 4,6 miliardi di persone. L’Oxfam sottolinea come la ricchezza globale resti concentrata ai vertici: l’1% ricco possiede il doppio della ricchezza di 6,9 miliardi di persone. Nella pratica, nell’ultimo ventennio, a crescere è stata solo la ricchezza di chi già era ricco o comunque benestante mentre le retribuzioni medie non sono aumentate. L’Italia si trova al 23esimo posto, considerato, appunto, come un paese immobile in cui a rimetterci sono donne e giovani.

Basti pensare che il salario del figlio un dirigente è più alto del 17% rispetto a quello del figlio di un impiegato, anche se hanno seguito lo stesso percorso formativo.

Aumenta anche l’abbandono scolastico. Peggio di noi solo Spagna, Malta e Romania. A commentare i dati è Elisa Bacciotti, direttrice delle campagne Oxfam Italia: “Siamo indietro rispetto all’Europa, le famiglie a basso reddito in Italia non possono supportare e sostenere un figlio nel percorso scolastico soprattutto quando si presenta un intoppo, un problema. Non ci sono supporti scolastici pubblici capaci di occuparsene sostenendo le famiglie. Ecco perché l’abbandono scolastico è così alto e perché abbiamo un così alto numero di giovani che non studiano e non lavorano”.

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