Il Potenziale del Data-Driven Advertising: l’approfondimento di Neomobile con opinioni e fatti sugli ultimi dati europei

Qual è il valore del data-driven marketing e quali sono le opportunità economiche? Neomobile ha raccolto opinioni e idee sui nuovi dati rilasciati dallo IAB

di Giuseppe Timpone, pubblicato il
Qual è il valore del data-driven marketing e quali sono le opportunità economiche? Neomobile ha raccolto opinioni e idee sui nuovi dati rilasciati dallo IAB

Il digital marketing è ormai inseparabile dall’utilizzo dei dati: il comportamento degli utenti e le loro esigenze sono alla base della progettazione strategica della customer experience. Il nuovo report di Gfk, “Europe Online: An Experience Driven By Advertising”, commissionato da IAB Europe e realizzato durante il luglio 2017, ha svelato come i dati siano alla base del marketing comportamentale.

Per capirne di più, Neomobile ha riunito opinioni e fatti su questi ultimi numeri, sulle dinamiche del data-driven marketing e sul suo impatto economico nell’ambito del mercato digitale.

Europa digitale: l’esperienza è guidata dal marketing

L’approfondimento di Neomobile su opinioni e dati del nuovo report, presentato dallo IAB, parte da una premessa: comprendere e analizzare i dati comporta la creazione di un’esperienza migliore per i clienti, aumentando l’efficienza delle campagne di advertising. Questo significa che il marketing personalizzato crea un’esperienza unica e adatta ad ogni singolo utente in base alle sue abitudini di navigazione online.

Secondo il report:

  • La maggior parte degli utenti europei è online quotidianamente e utilizza vari dispositivi a seconda delle varie attività
  • L’esperienza online europea è essenzialmente gratuita e supportata dalla pubblicità, con due terzi degli utenti che non paga mai per servizi o contenuti
  • Gli utenti sono più soddisfatti della loro esperienza online gratuita (con o senza annunci pubblicitari) che delle esperienze a pagamento (63% vs 40%)
  • Gli utenti vogliono evitare di pagare per servizi o contenuti: 9 su 10 smetterebbe di accedere alle app/siti preferiti di notizie se diventassero a pagamento
  • Gli utenti europei tengono molto alla loro privacy online, ma tengono ancora di più a ottenere servizi gratuitamente
  • Gli utenti europei concedono volentieri i loro dati a fini pubblicitari pur di ottenere l’accesso ai contenuti gratuiti supportati dalla pubblicità. 8 utenti su 10 preferisce siti gratuiti con annunci invece che pagare per contenuti senza pubblicità

Tutti i dati insomma ci dicono che gli utenti preferiscono contenuti gratuiti e che l’unico “prezzo” che sono disposti a pagare è la pubblicità nel sito/app. Su questo punto, tra le opinioni raccolte da Neomobile, c’è quella di Carlo Noseda, Presidente di IAB Italia, che come riporta iab.it afferma “i dati ci dimostrano l’importanza del tacito accordo tra utenti e inserzionisti sulla gratuità dei contenuti online, resa possibile dagli investimenti pubblicitari”.

Gli inserzionisti che si focalizzano sulla creazione delle campagne mirate ai consumatori in base ai loro comportamenti ottengono una maggior resa proprio grazie alla qualità del contenuto offerto, che è tempestivo e interessante per l’utente. Come ci conferma IAB, gli annunci focalizzati sul target hanno un tasso di click-through superiore 5 volte in media rispetto alla pubblicità standard; quando i dati comportamentali vengono utilizzati per raggiungere persone che hanno già visto lo stesso prodotto in precedenza, il tasso di click-through è addirittura di 10 volte superiore.

Ma il contributo più importante della pubblicità digitale è il suo impatto economico, soprattutto per quanto riguarda investimenti e occupazione. Basti pensare che nel 1999 il digital advertising deteneva una piccola quota (0,5%) sul totale della pubblicità, mentre nel 2016 ha registrato investimenti del valore di 41,9 miliardi.

Per conoscere tutti gli ultimi numeri potete consultare la ricerca completa “Europe Online: An Experience Driven By Advertising”, scaricabile da iab.it.

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Argomenti: Economia Europa, Economia Italia, Social media e internet

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