Poste Italiane multata per mancata consegna delle raccomandate

Postini che non suonano neanche una volta e costringono i destinatari a recarsi in filiale per ricevere la raccomandata cartacea. E' un fenomeno fin troppo diffuso, che svela furbizie inaccettabili.

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Postini che non suonano neanche una volta e costringono i destinatari a recarsi in filiale per ricevere la raccomandata cartacea. E' un fenomeno fin troppo diffuso, che svela furbizie inaccettabili.

L’autorità Antitrust ha comminato una sanzione di 5 milioni di euro a carico di Poste Italiane per condotta commerciale scorretta. La condanna riguarda un fenomeno piuttosto diffuso negli ultimi anni, vale a dire il “vizio” dei postini di non suonare nemmeno una volta a casa dei destinatari di lettere raccomandate, limitandosi a lasciare nella cassetta della posta un avviso di giacenza e costringendo migliaia di persone a recarsi in ufficio, con tutti i disguidi che ne scaturiscono per quanti lavorino o per i disabili, in particolare.

Secondo l’authority, la multa avrebbe potuto essere anche ben più elevata, considerato che tra le raccomandate non consegnate direttamente e oggetto dei reclami vi fossero anche atti giudiziari. Tuttavia, i 5 milioni sono il limite massimo fissato dalla legge.

Poste Italiane si è difesa, sostenendo che i reclami in questione siano stati solo una piccola percentuale del totale e mettendo in dubbio la competenza dell’Antitrust, la quale ha giustificato il suo intervento, facendo riferimento alla pubblicità della società sulla presunta efficienza e comodità del servizio di consegna, con tempi rapidi promessi per le raccomandate.

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Il paradosso di Poste

Non serve un genio per capire cosa sia verosimilmente accaduto negli ultimi anni. Poste ha esigenza di contenere i costi, non essendo più né l’unico operatore attivo sul mercato delle consegne, né così indispensabile come un tempo per l’invio di comunicazioni. In tempi di internet, le lettere sono state sostituite da email e messaggi istantanei, mentre lo stesso business della spedizione dei pacchi è fortemente compromesso non solo dai corrieri privati, ma anche dall’avanzata di colossi internazionali come Amazon.

Dunque, servono meno postini e quelli rimasti devono minimizzare i tempi di consegna. E lasciare immediatamente un avviso di giacenza, anziché compiere uno o più tentativi per la consegna, significa risparmiare tempo e denaro. Inaccettabile che si prendano in giro milioni di utenti, anche perché per quasi i due terzi Poste risulta ancora in mano allo stato. Malgrado la privatizzazione, il 35% del capitale è di Cassa depositi e prestiti e oltre il 29% del Ministero di economia e finanze.

Siamo al paradosso di una società nei fatti pubblica, che si comporta in maniera più spregiudicata di una società privata. E questo non sembra un caso isolato. In piena pandemia, Alitalia fu minacciata esplicitamente di denuncia da parte della Regione Siciliana per non avere mantenuto per diverso tempo le distanze tra i passeggeri in volo in funzione anti-Covid. Eppure, poche settimane prima era stata salvata per l’ennesima volta con 3 miliardi di euro pubblici. Ci saremmo aspettati un servizio più scrupoloso, non meno. Un brutto segnale per le autostrade italiane.

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