Possibili lockdown, varianti covid e zone rosse: le previsioni in chiaro scuro per l’estate

Tra varianti covid, immunità di gregge e possibili lockdown, le previsioni per i prossimi mesi.

di , pubblicato il
Regioni rosse e arancione 8 marzo

Mentre l’Europa pensa ad una mappa più restrittiva con delle zone rosso scuro per scoraggiare i viaggi, in Italia si continua a temere una terza ondata, che per ora è stata evitata grazie alle misure prese durante le feste di Natale. Ma come saranno i prossimi mesi? 

Paura varianti e possibili lockdown

A preoccupare oltre alle nuove varianti è anche la riapertura delle scuole. Andrea Crisanti, direttore del Laboratorio di Microbiologia e Virologia dell’Azienda Ospedaliera di Padova, ha chiarito i suoi dubbi in merito e come scrive Today si era espresso con queste dure parole:

“Abbiamo raggiunto un certo equilibrio tra la capacità del virus di trasmettersi e quella delle nostre attività di contenerlo. Ora noi questo equilibrio lo perturbiamo, permettiamo nuove opportunità al virus per trasmettersi con scuole, assembramento sui trasporti, assembramenti fuori alle scuole”.

A preoccupare non è solo la riapertura delle scuole ma anche i ritardi dei vaccini, per gli over 80 infatti, le vaccinazioni partiranno tra la fine di febbraio e i primi di marzo, per raggiungere l’immunità di gregge serviranno molti mesi e resta anche da capire come agiranno sulle nuove varianti. Tutti fattori che sembrano smorzare gli entusiasmi di una ripresa a breve.

Si era addirittura parlato di un possibile lockdown di 3-4 settimane per salvare la Pasqua e dare una mano alla campagna vaccinale di farsi strada. Quando gli esperti hanno parlato di lockdown duro intendevano proprio chiusure come a marzo scorso e non le zone rosse, che già stanno facendo discutere chi possiede un’attività commerciale a causa delle enormi perdite economiche. 

Zona a colori fino all’autunno

La possibilità di un lockdown duro di un mese entro la primavera resta appunto una possibilità che per ora non è stata presa in considerazione.

Sembra invece più certo che l’Italia sarà ancora suddivisa per colori per molti mesi. Secondo Crisanti almeno fino a ottobre. È ancora presto per porsi il problema delle spiagge, ma anche su questo punto Crisanti sembra scettico: 

“Se sono chiusi cinema, bar e teatri non si capisce perché dovrebbero esser aperte le spiagge. Perché le spiagge sono all’aperto? Anche le discoteche erano all’aperto. Ma se faranno le zone anche questa estate, non si porrà il problema”.

Ci attende, quindi, un’estate con restrizioni e molta cautela.

Vedi anche: Zona gialla e arancione dal 31 gennaio, il report si avvicina: cosa cambia per molte regioni

[email protected]

 

Argomenti: ,