Portogallo a briglie sciolte: bond su, deficit giù e crescita pil sopra il 2%

Economia del Portogallo in forte ripresa, con la disoccupazione ai minimi da 12 anni e il deficit mai così basso dalla fine della dittatura di Salazar. Anche per quest'anno è attesa una crescita superiore al 2%. Bond in ascesa.

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Economia del Portogallo in forte ripresa, con la disoccupazione ai minimi da 12 anni e il deficit mai così basso dalla fine della dittatura di Salazar. Anche per quest'anno è attesa una crescita superiore al 2%. Bond in ascesa.

E’ una fase magica questa che stiamo vivendo per il Portogallo, che solo fino a 4 anni fa era ancora sotto il programma di assistenza finanziaria della Troika (UE, BCE e FMI) da 78 miliardi di euro. Da allora, di acqua sotto i ponti ne è passata e insieme all’Irlanda, il paese sta dimostrando una capacità di superamento della crisi superiore alle più ottimistiche aspettative. Lo scorso anno, il pil risulterebbe cresciuto del 2,6%, il tasso più elevato dal 2000, mentre per quest’anno è atteso un rallentamento a un tasso compreso tra il 2% e il 2,5%, secondo il ministro dell’Economia, Manuel Cabral. A trainare la ripresa è senz’altro il turismo, con introiti per il settore aumentati del 20% nel 2017 rispetto all’anno precedente. Oltre al boom delle presenze straniere, un contributo lo ha offerto anche la visita di Papa Francesco a Fatima, area in cui il numero dei turisti è lievitato a oltre 8 milioni. (Leggi anche: Il Portogallo si lascia la crisi alle spalle, premier Costa ne raccoglie i frutti)

Crescita su, deficit giù. Il Tesoro di Lisbona stima un disavanzo fiscale in calo di 1,6 miliardi per l’anno appena trascorso, sceso a 2,574 miliardi. In attesa dei dati definitivi, la cifra risulterebbe più bassa in rapporto al pil delle attese. Rispetto all’1,4% stimato e al 2% del 2016, già in calo dal precedente 1,5% delle previsioni precedenti, il premier Antonio Costa ha espresso la convinzione che si possa essere scesi all’1,2%. Comunque sia, sarebbe il migliore risultato dalla fine della dittatura di Salazar per i conti pubblici lusitani.

Disoccupazione sotto l’8%

E l’istituto nazionale di statistica ha aggiornato al ribasso per dicembre il tasso di disoccupazione, sceso al 7,8% dall’8,1% del mese precedente, segnando il dato più basso da 12 anni a questa parte e nettamente inferiore alla stessa media dell’Eurozona, pari all’8,7%. Non è difficile comprendere come mai anche i mercati finanziari si stiano adeguando da tempo alle buone notizie e i bond sovrani rendano ormai stabilmente meno di quelli omologhi italiani. I decennali offrono l’1,94% oggi contro il 2% dei nostri BTp, segnalando uno spread con i Bund inferiore ai 125 punti base. Era sopra i 1.500 punti all’apice della crisi nel 2011. Tra settembre e dicembre, l’agenzia S&P ha promosso il rating del Portogallo due volte, innalzandolo a “BBB”, un gradino sopra alla valutazione dei bond italiani. (Leggi anche: Portogallo supera Italia: rendimenti bond più bassi)

Parimenti, anche il comparto immobiliare si mostra in decisa ripresa, sostenuto dalla vivacità delle compravendite delle seconde case. E se in Italia i prezzi restano di un quarto più bassi rispetto ai livelli pre-crisi, per Confidencial Imobiliaro, quelli portoghesi sarebbero ora solo di poco inferiori ai record segnati nel 2010. Per quest’anno, la crescita attesa è del 5%, con prospettive ancora più interessanti per la città di Porto, la seconda più grande del paese.

Portogallo presiede Eurogruppo

Da un paio di settimane, il ministro delle Finanze, Mario Centeno, è a capo ufficialmente dell’Eurogruppo, succedendo all’olandese Jeroen Dijsselbloem. Unico neo: pare che abbia accettato dal Benfica dell’amico Luis Benfica Vieira un paio di biglietti per assistere alle partite della squadra per cui tifa, in cambio di benefici fiscali concessi al figlio per un’operazione immobiliare. Il ministro si difende, sostenendo che tali concessioni siano avvenute ad opera degli enti locali e si dice pronto a lasciare la carica, nel caso fosse formalmente indagato. E la polizia è entrata effettivamente nei suoi uffici alla ricerca di prove per un possibile caso di corruzione, anche se il caso sembra tutt’altro che grave. (Leggi anche: Italia umiliata da Portogallo, le ragioni per cui l’Europa premia Lisbona)

La sua elezione rappresenta il riconoscimento per la capacità di Lisbona di uscire dalla crisi senza scadere nel populismo e senza mai attaccare le istituzioni comunitarie. Non a caso, se tutta Europa sembra da anni andare verso destra, qui sta accadendo l’esatto contrario, con i socialisti al governo da 26 mesi ad avere rafforzato la presa sugli elettori, trionfando alle elezioni municipali dell’autunno scorso con il record del 38% dei voti ottenuti. Eppure, la maggioranza che regge l’esecutivo è rossa-rossa, composta anche da comunisti, sinistra radicale e Verdi. Vero è che alcune misure del precedente esecutivo conservatore sono state cancellate in ossequio alla lotta all’austerità fiscale, ma l’impianto delle riforme non è stato toccato e la sinistra portoghese oggi raccoglie i frutti di anni di sacrifici, anche elettorali, del centro-destra dell’ex premier Pedro Passos-Coelho.

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