Ponte del 25 Aprile all’insegna del risparmio. Quasi tutti gli Italiani restano a casa

I tradizionali ponti di primavera soccombono alla crisi. 56 milioni di italiani sono rimasti a casa e non si muoveranno nemmeno per il 1 Maggio.Settore alberghiero a picco con un calo del 12,5% del giro d’affari

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I tradizionali ponti di primavera soccombono alla crisi. 56 milioni di italiani sono rimasti a casa e non si muoveranno nemmeno per il 1 Maggio.Settore alberghiero a picco con un calo del 12,5% del giro d’affari

La crisi si fa sentire anche sui viaggi e i pernottamenti fuori porta. Per il ponte del 25 Aprile, quasi tutti gli italiani resteranno a casa e così sarà anche per il 1 Maggio. A rilevarlo è un’indagine realizzata dall’Istituto ACS Marketing Solutions per Federalberghi che evidenzia come 56 milioni di italiani rimarranno a casa per il ponte del 25 aprile. Sono infatti circa 4,35 milioni gli italiani in vacanza, che pernotteranno almeno una notte fuori casa, per una flessione dell’11,3% rispetto al 2012.

 

L’allarme degli albergatori: il giro d’affari è in calo del 12,50%

 

“E’ un ulteriore campanello d’allarme quello che fa squillare la previsione turistica per il ponte del 25 aprile, destinato a vedere appena il 7,3% di italiani in viaggio, approfittando dell’opportunità offerta dal calendario” – commenta il presidente della Federalberghi, Bernabò Bocca– . Calcoli alla mano, il giro d’affari sarà infatti pari a 1,4 miliardi di euro contro l’ 1,6 mld del 2012, per un calo del 12,5%. Per gli italiani che hanno deciso di spostarsi – si apprende dall’indagine – la spesa media pro capite (che comprende il trasporto, cibo, alloggio e divertimenti) si attesterà sui 328 euro. In specifico, la previsione di spesa per chi resta in Italia è di 310 euro, in lieve calo rispetto ai 317 euro dell’anno scorso, mentre per chi si reca all’estero la media è di 468 euro. Fra tutti gli italiani che partiranno, più del 90% sceglierà una destinazione italiana, mentre gli altri andranno all’estero (circa 279mila persone), prediligendo nella maggior parte dei casi le grandi capitali europee. Per gli amanti dell’Italia, invece, la metà si recherà al mare, il 22% in montagna, il 16% in città d’arte, mentre gli altri si dirigeranno verso località lacustri e centri termali.

 

Alberghi troppo cari e benzina alle stelle scoraggiano le partenze

 

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In tempi di crisi il costo di un weekend lungo è diventato per molti insostenibile. A incidere maggiormente sulla spesa di una famiglia italiana è infatti il costo del viaggio (carburante in primis) per spostarsi da una località all’altra. A ciò va aggiunto anche il prezzo degli alberghi che, se è vero che non è cresciuto negli ultimi anni, non è però nemmeno calato nonostante le previsioni di calo dei pernottamenti. I turisti, poi, preferiscono in questo periodo dell’anno puntare su città d’arte o mete non troppo distanti da casa, mentre l’Italia rimane preferita più che altro nel periodo estivo durante il periodo di balneazione, quando per soggiorni lunghi si riesce a risparmiare qualcosa acquistando pacchetti completi. A far sperare in qualcosa di più, dando le basi per una visione positiva, sono soprattutto i turisti stranieri. Per loro è infatti iniziato il periodo delle vacanze all’estero e molti di questi trascorreranno qualche giorno contando sulla seconda casa, i camper, meno sugli alberghi.

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