Polonia, continua la polemica tra banche e governo sui mutui in franchi svizzeri

I mutui in franchi svizzeri continuano a dividere la Polonia. La banca centrale avverte le banche che non dovranno contare sul fatto che il governo si accolli l'onere della rinegoziazione.

di Giuseppe Timpone, pubblicato il
I mutui in franchi svizzeri continuano a dividere la Polonia. La banca centrale avverte le banche che non dovranno contare sul fatto che il governo si accolli l'onere della rinegoziazione.

Continua la polemica in Polonia sul trattamento dei mutui in franchi svizzeri, contratti negli anni scorsi da ben 565 mila famiglie e che oggi ammontano a un valore di 34 miliardi di dollari, il 6,5% del pil del paese. E’ accaduto, infatti, che fino allo scoppio della crisi finanziaria mondiale del 2008, molti polacchi, rumeni e ungheresi abbiano preferito indebitarsi in franchi, approfittando dei bassissimi tassi di interesse applicati su questi mutui e del cambio relativamente molto stabile. Il 15 gennaio scorso, però, la Schweizerische National-Bank, la banca centrale svizzera, ha abbandonato la difesa del cambio minimo di 1,20 tra il franco svizzero e l’euro, permettendo alla valuta locale di rivalutarsi contro tutte le altre, tanto che ha guadagnato il 20% contro lo zloty polacco e a distanza di quasi 3 mesi segna ancora un +12%.   APPROFONDISCI – Mutui in franchi svizzeri, la Polonia cerca un compromesso tra banche e clienti  

Monito a banche Polonia

Di conseguenza, i mutuatari polacchi si sono trovati a dovere pagare rate ben più consistenti, ma adesso le banche temono che molti clienti non sian o in grado di sostenere l’aggravio dei pagamenti e chiedono che il governo partecipi alle perdite, accollandosi parte del maggiore onere. Il governatore della banca centrale, Marek Belka, però, ieri è stato più chiaro che mai, avvertendo gli istituti che non possono pensare di addossare sul governo i costi delle loro operazioni. Dal canto loro, il capo dell’Associazione Bancaria Polacca, Krzysztof Pietraszkiewicz, ha fatto presente che il governo avrebbe il dovere di intervenire, perché l’economia polacca avrebbe beneficiato negli anni scorsi delle centinaia di miliardi di zloty investiti nel settore delle costruzioni, grazie proprio ai mutui in franchi svizzeri.   APPROFONDISCI – Paura in Polonia per i mutui in franchi svizzeri dopo la decisione della SNB  

Soluzione dopo elezioni Polonia?

Il governo aveva proposto all’indomani dell’annuncio della SNB un piano di ripartizione dell’onere su base volontaria tra cliente e banca. Il primo avrebbe potuto convertire il mutuo in zloty ai tassi di cambio attuali, ma la metà dell’aggravio sarebbe stato sostenuto dalla banca. Per tenere presente del maggiore onere effettivo, dal calcolo sarebbe stata scomputata la differenza tra quanto il cliente avrebbe pagato all’atto dell’accensione del mutuo, se denominato in zloty, e quanto ha effettivamente pagato grazie alla denominazione in franchi svizzeri. Secondo Belka, però, tale proposta non sarebbe ricevibile per le banche, sarebbe loro “fatale”, in quanto dovrebbero accollarsi oneri per 25 miliardi di zloty (6 miliardi di euro) in 20-25 anni, dimezzando le riserve in valuta straniera. Il nodo è adesso tutto politico. Ad ottobre si vota per il rinnovo del Parlamento di Varsavia e il premier Ewa Kopacz non intende inviare all’opinione pubblica il messaggio che il suo governo voglia accollarsi di un onere prettamente privato, salvando così le banche. Lo scorso mercoledì ha rinnovato il suo invito a queste ultime di condividere l’onere, ma non ha voluto commentare l’ipotesi che il governo faccia la sua parte.   APPROFONDISCI – La Polonia studia un accordo contro il caro mutui in franchi svizzeri. Allarme del governo  

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Argomenti: cambio minimo, Economie Europa