Polemiche sui dati ISTAT: il governo gioisce, ma la verità è ben altra

Cresce l'occupazione secondo gli ultimi dati forniti dall'ISTAT ma fioccano le polemiche. Il governo gioisce, ma la verità è ben altra.

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Cresce l'occupazione secondo gli ultimi dati forniti dall'ISTAT ma fioccano le polemiche. Il governo gioisce, ma la verità è ben altra.

Il lavoro a tempo determinato è la forma principale di lavoro atipico. Esso è una tipologia di contratto che prevede una scadenza dovuta ad esempio ad un periodo di apprendistato o ad un lavoro definito nel tempo. Ed è solo grazie a tale tipologia di lavoro che i dati forniti dall‘Istat riescono a restare in positivo. Purtroppo, però, il problema è che la precarietà con tale tipo di occupazione raggiunge livelli altissimi.

Dati Istat sul lavoro sono positivi: crescono i contratti a tempo determinato

La stima degli occupati a giugno 2017 è cresciuta dello 0,1% rispetto a maggio con 23mila nuove assunzioni. In questo modo si è recuperato, seppur in modo parziale, il calo registrato a maggio con la perdita di 53mila unità lavorative. Il tasso di occupazione, quindi, si attesta al 57,8% con un aumento quindi dello 0,01%.

La crescita è dovuta sopratutto alla componente femminile mentre si è avuto un netto calo di quella maschile. Inoltre vi è stato un aumento dei contratti a tempo determinato, una stasi di quelli a tempo indeterminato mentre sono diminuiti di molto gli indipendenti.

Nel trimestre aprile-maggio-giugno si è registrato un aumento degli occupati sia a tempo indeterminato che determinato. La maggioranza, però,  è stata di questi ultimi. Dai dati forniti inoltre si evince che l’occupazione si è registrata maggiormente  nella fascia di età over cinquanta con conseguente calo della fascia tra i 15 ed i 34 anni.

Cresce la precarietà: l’allarme dei sindacati

In merito ai dati Istat, il premier Gentiloni ha dichiarato che essi stanno a significare che il Jobs Act sta funzionando. La CGIL però non è d’accordo in quanto l’aumento è dei lavoratori a tempo determinato per cui con tali contratti si aumenta anche la precarizzazione.

Anche la UIL sostiene che le imprese non dovrebbero prolungare in modo inappropriato il lavoro a termine.

Le opposizioni comunicano invece che non vi è nulla da festeggiare e che loro faranno il possibile per portare avanti un provvedimento che reintegri alcune garanzie previste dall’articolo 18. In base ai dati dell’Istat è scesa in campo anche la Lega che lamenta che il lavoro creato è purtroppo soltanto temporaneo e stagionale mentre il Movimento 5 Stelle sostiene che il tutto è soltanto un “bluff”.

Giuliano Poletti, il Ministro del Lavoro ha però invitato tutti a fare un confronto su base annua con l’occupazione  che è “cresciuta di 147 mila unità” e da febbraio 2014 di “821 mila”, di cui “553 mila” sono dipendenti  “permanenti”.

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