PMI, pochi prestiti e in calo: la foto OCSE sulla stretta del credito in Italia

Piccole e medie imprese (PMI), colpite dalla stretta del credito in Italia, ottengono pochi prestiti e in calo dal 2007. E vengono loro anche chieste maggiori garanzie.

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Piccole e medie imprese (PMI), colpite dalla stretta del credito in Italia, ottengono pochi prestiti e in calo dal 2007. E vengono loro anche chieste maggiori garanzie.

Le piccole e medie imprese in Italia (PMI) rappresentano il 99,9% delle imprese totale nel nostro paese e l’80% della forza lavoro, ma a loro spetta appena il 18,9% dei prestiti complessivamente erogati, una percentuale enormemente più bassa di quelle trovate in altri paesi, come il 76% in Svizzera e il 68% in Belgio, mentre in Francia e negli USA si attestano poco sopra al 21%. A sostenerlo è il check-up dell’OCSE “Financiang Sme and Entrepreneurs”, che riguarda 37 paesi, tra cui non c’è la Germania, ma che comprende anche alcuni stati al di fuori dell’Organizzazione con sede a Parigi. Dal 2007 ad oggi, poi, il trend è stato molto negativo, se si considera che nel solo 2010 si è registrata una crescita dei prestiti loro concessi (+6,3%), mentre nel 2014 si è avuto un calo del 3,88%, successivo al -4,91% accusato nel 2013 e al -3,15% del 2012, tra i ribassi maggiori accusati in tutti i paesi oggetto del monitoraggio.

Prestiti PMI, in calo quelli respinti nel 2014

La quota di prestiti a breve termine è scesa dal 34% del 2007 al 25,4% del 2014, mentre la media OCSE è scesa al 29% dal 35%. Grazie alla politica monetaria accomodante della BCE, i tassi medi praticati alle PMI italiane sono scesi al 4,4% dal 5,4% del 2013 e dal 5,60% del 2012, significativamente più bassi del 6,3% del biennio 2007-2008, anche se più elevati del 3,6% minimo toccato nel 2009. Il tasso mediano OCSE risulta, invece, del 4,78%. Lo spread con i tassi concessi alle grandi imprese scende all’1,8% dal 2% del 2013, ma era dello 0,6% nel 2007. Tra le buone notizie abbiamo il calo all’8,4% della percentuale dei prestiti respinti sul totale delle richieste dal 12% nel 2012 e il 9% del 2013. Ma nel 2007 era appena al 3,1%. Tuttavia, va peggio in Francia e Belgio, dove il tasso di respingimento tra le PMI si attesta rispettivamente al 12% e al 22%, ma in linea con gli anni precedenti.      

Alto livello di crediti rischiosi

Stabili a 14,9 i giorni di ritardo nei pagamenti, ma il dato è migliore sia dei 18,1 giorni tra le micro-imprese che dei 21,7 giorni tra le grandi aziende. In crescita la richiesta di garanzie, che arrivano al 56,7% dei casi nel 2014 dal 51,9% del 2009. Nota dolente, come sappiamo, resta l’alta percentuale dei crediti deteriorati, pari al 16,72% di tutti i prestiti erogati alle PMI, in forte crescita dal 6,83% del 2007. Il valore mediano OCSE è del 3,88%. Eppure, sembra relativamente bassa la percentuale delle PMI, che al sondaggio realizzato dall’OCSE ha risposto che l’accesso al credito rappresenta per loro la preoccupazione maggiore: 13%. Crollate del 75% in 7 anni le venture capital, che nel 2014 sono scese alla cifra irrisoria di 44,8 milioni, il dato peggiore della classifica, dopo la Grecia.

Stretta credito colpisce particolarmente le PMI

L’OCSE evidenzia gli sforzi compiuti dalle autorità italiane per sostenere le PMI, stimati in 90 miliardi nell’arco dei 7 anni, tra moratorie sul debito e interventi del Fondo Centrale di Garanzia e Cdp. Complessivamente, la fotografia scattata dall’Organizzazione ci presenta una realtà di cui già avevamo accortezza: le piccole e medie imprese italiane trovano scarso sostegno nelle banche per ottenere un prestito, sono state le vittime della stretta creditizia di questi anni e pur risultando più virtuose delle grandi aziende (si vedano i giorni medi di ritardo nei pagamenti), su di loro aumenta la pressione per ottenere il rilascio di garanzie. La riduzione dei prestiti a breve segnala la maggiore difficoltà delle PMI a finanziare le operazioni ordinarie delle loro attività.  

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