Plastic tax e Sugar tax: stop assunzioni e investimenti per Coca-Cola (e non solo)

Quali conseguenze per alcuni grandi colossi a causa della plastic tax e la sugar tax.

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Quali conseguenze per alcuni grandi colossi a causa della plastic tax e la sugar tax.

La plastic tax e la sugar tax hanno portato alcuni colossi del settore a rivedere le proprie strategie. Tra queste ci sono Coca Cola e la San Pellegrino che dopo l’inserimento delle due tasse stanno rivedendo assunzioni e non solo. 

Impatto negativo della plastic e sugar tax

Secondo la Assobibe (l’Associazione italiana industria bevande analcoliche aderente a Confindustria), l’impatto della plastic e sugar tax per le aziende del settore è pesante. Si stima infatti un aumento del 60% del costo di approvvigionamento della plastica, 1500 lavoratori della filiera a rischio e 568 milioni di entrate che i produttori dovranno versare per adempiere alle due tasse. L’associazione, infatti, ha stimato 58,8 milioni nel 2020, 261,8 milioni nel 2021 e 256 milioni nel 2022. Numeri che ovviamente preoccupano grandi colossi come Coca-Cola HBC Italia che ha pensato al blocco delle assunzioni e investimenti.

Blocco assunzioni e investimenti per grandi colossi

Come riporta Il Sole 24 Ore infatti la sugar e plastic tax avranno un peso pari a 160 milioni per l’azienda senza considerare che già negli ultimi anni è calato del 25% il consumo di bibite gassate tra i giovani, che era uno dei target di riferimento. A questo calo si aggiunge il 10% sui volumi come ha fatto notare Giangiacomo Pierini, Public Affair&Communication Director. Per rafforzare la sua leadership nel mercato e superare il crollo della domanda, Coca Cola ha puntato a nuovi prodotti come le bibite vegetali investendo anche 200 milioni per nuove linee produttive. Coca Cola quindi ha per ora bloccato 49 milioni di investimenti in Italia che erano previsti il prossimo anno così i piani assunzionali. Addirittura potrebbe rischiare la chiusura anche lo stabilimento di Marcianise, in Campania mentre per la produzione della Fanta con arance rosse di Sicilia a marchio Igp, il rischio è dover acquistare le arance all’estero.

Conseguenze preoccupanti anche per il Gruppo San Pellegrino che con la plastic e sugar tax pensa ad un calo del 7%  sui volumi di acqua minerale e il 14% sulle bibite. Anche in questo caso la strategia aziendale potrebbe cambiare con meno investimenti e possibili effetti negativi anche per l’occupazione.

Ferrarelle, invece, punta ancora alle bottiglie riciclate come ha fatto notare  il direttore generale Alessandro Frondella “puntiamo a realizzare sempre più bottiglie con un 50% di riciclato: la sola risposta sostenibile e a minor impatto ambientale che possiamo fornire oggi”.

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