Più tasse e più debiti, ricetta demenziale dello stato italiano negli ultimi 20 anni

Boom del debito pubblico, ma anche delle tasse in Italia negli ultimi 20 anni. La pressione fiscale è a livelli record e insistere su questo tasto non aiuta certo ad abbattere la montagna di indebitamento dello stato.

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Boom del debito pubblico, ma anche delle tasse in Italia negli ultimi 20 anni. La pressione fiscale è a livelli record e insistere su questo tasto non aiuta certo ad abbattere la montagna di indebitamento dello stato.

 

Italiani un popolo di tartassati, ma anche di indebitati fino al collo, almeno nel settore pubblico. A leggere i dati sul debito pubblico, salito al nuovo record storico di oltre 2.260 miliardi di euro a marzo, non ci sarebbe da stare tranquilli, anche perché con una pressione fiscale così alta (43,3% del pil nel 2016), sarebbe difficile spremere ancora di più i contribuenti italiani. Il grafico di cui sopra mette in relazione proprio l’andamento del debito pubblico e della pressione fiscale in Italia dal 1995 al 2016, trovando che entrambe le relative curve segnano una crescita lungo il ventennio, a conferma che non sarebbe stata certo una carenza di entrate fiscali a dissestare i nostri conti pubblici.

Dalla metà degli anni Novanta allo scorso anno, il debito pubblico è cresciuto in valore assoluto dell’84%, mentre in rapporto al pil ha segnato un aumento di quasi il 20%. Al contempo, le entrate fiscali hanno registrato un boom di quasi l’87% e salendo di 4,5 punti sul pil, non solo tenendo il passo, quindi, con l’exploit dell’indebitamento, ma anche battendo di gran lunga l’aumento nominale del pil, che nel periodo è stato del 66,5%. (Leggi anche: Debito pubblico italiano, perché dopo Draghi rischia di esplodere)

 

 

 

 

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