Pissarides: a Cipro si scopre che in Europa non tutte le nazioni sono uguali

Un forte articolo di denuncia sul Financial Times del Nobel per l'economia Christopher Pissarides, per il quale l'unione monetaria procede ormai in maniera caotica e priva di scrupoli, preda degli interessi dei paesi più forti

di Carmen Gallus, curatrice Dall'Estero, pubblicato il
Un forte articolo di denuncia sul Financial Times del Nobel per l'economia Christopher Pissarides, per il quale l'unione monetaria procede ormai in maniera caotica e priva di scrupoli, preda degli interessi dei paesi più forti

Christopher Pissarides, consigliere economico del presidente Anastasiades e premio Nobel per l’economia, scrive sul Financial Times un articolo tutto da leggere. Fa una ricostruzione storica della crisi di Cipro, per arrivare ai giorni nostri e trarre una conclusione lucida e chiara: l’unione monetaria, ben lungi dall’essere un’unione tra pari, è un gruppo di paesi sconnesso in cui prevalgono gli interessi delle nazioni più grandi.   Ecco i passaggi più importanti:   Dopo l’invasione turca del 1974, quando la maggior parte della base agricola e industriale del paese era distrutta, Cipro ha deciso di aggiungere al turismo i servizi alle imprese come settore  per l’ esportazione su cui puntare. Gli accordi sulla doppia imposizione, le politiche lassiste in materia di immigrazione e la bassa tassazione sulle imprese hanno rappresentato una fonte di attrazione per gli affari, dal Medio Oriente, dall’Unione europea e dalla Russia. Il problema, secondo la troika del Fondo Monetario Internazionale,  Commissione Europea e  Banca Centrale Europea, era che è arrivato a Cipro anche un grande ammontare di depositi, gonfiando il settore bancario a dimensioni “insostenibili”.  I depositi sono circa otto volte il prodotto nazionale lordo. Questo dato, tuttavia, è inferiore a quello del Lussemburgo e non troppo diverso da quello di Malta e dell’Irlanda. La troika, con l’aperto sostegno del ministro delle finanze tedesco, ha detto ai ciprioti che il loro “modello di business” è insostenibile. La sua raccomandazione, in effetti, era che le banche di Cipro avrebbero dovuto ridimensionarsi del 50-60 percento nei prossimi cinque anni – ed ecco che l’opportunità di questo ridimensionamento si è presentata su un piatto d’argento. Le maggiori banche cipriote – Laiki Bank e la Banca di Cipro – avevano investito pesantemente in titoli di stato greci. Le banche avrebbero avuto bisogno di capitale per continuare ad operare . Ed è qui che la decisione della troika diventa sconcertante e la visione dei padri fondatori della moneta unica diventa una presa in giro.”   Pissarides ripercorre gli eventi che ben conosciamo, e le decisioni prese. Poi continua: “Alcuni individui o istituzioni hanno perso praticamente tutti i loro risparmi nel giro di una notte, cosa che non ha preoccupato la troika. L’Università di Cipro aveva tutti i suoi fondi per la ricerca, tutte le donazioni, depositati nelle due banche. Il modo in cui Cipro è stato trattato dai partner dell’eurozona mostra che il blocco della moneta unica, ben lungi dall’operare come un’unione tra pari, in realtà è un gruppo di paesi sconnesso dove gli interessi nazionali delle nazioni più grandi prevalgono sull’interesse comune. E così, il processo decisionale caotico all’interno dell’Eurogruppo va avanti. Dopo l’accordo di Cipro, il presidente del gruppo ha dichiarato che questo sarebbe stato un modello per il futuro. Il panico si è diffuso nella zona euro, il valore dell’euro è sceso; e quindi è arrivata la smentita, lo stesso giorno – le osservazioni erano state riprese “fuori dal contesto”. Cipro è un “caso speciale”, a quanto pare. Aspettiamo di sentire cosa c’è di speciale.   Il processo decisionale della zona euro ha raggiunto un nuovo minimo. Indipendentemente dal fatto che l‘accordo di Cipro sia buono o cattivo, il modo stesso in cui le decisioni vengono prese, contraddicendo la settimana dopo quanto detto la settimana prima, progettando dei piani per poi ritirarli durante la notte, buttando fuori gli investitori russi da Cipro un giorno e corteggiandoli il giorno dopo per aprire dei conti altrove in Europa, getta seri dubbi sulla capacità di questo gruppo di prendere le decisioni per portare avanti l’Europa verso la stabilità finanziaria e la crescita economica…. ..Nicosia è diventata un luogo lugubre: strade deserte con le persone incollate ai televisori a sentire le ultime notizie. Giornalisti stranieri trasportano grandi telecamere negli alberghi di fronte al Parlamento. C’è una disperazione totale. E’ sparito il sorriso. Niente del genere era mai successo prima. Dove andremo? E’ difficile dirlo. Ci sono le riserve di gas al largo della nostra costa che danno qualche speranza, ma “loro” potrebbe prendersi anche quelle… ….Il futuro è davvero desolante. Non è chiaro quale sarà il futuro e da che parte arriverà.”   L’autore è consigliere del presidente di Cipro, professore alla London School of Economics e vincitore del premio Nobel in economia   Articolo originale: Cyprus finds not all nations are equal

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