PIMCO: l’Europa deve scegliere tra frammentazione e federalismo

Secondo l’amministratore delegato di PIMCO Germania «l’unica via di uscita dalla crisi del debito è la costruzione di un soggetto sovranazionale europeo su basi federali» ma per placare gli animi dei mercati finanziari «è necessario che Bruxelles dica loro come sarà l'Europa fra 10 anni».

di Stefano Fugazzi, pubblicato il
Secondo l’amministratore delegato di PIMCO Germania «l’unica via di uscita dalla crisi del debito è la costruzione di un soggetto sovranazionale europeo su basi federali» ma per placare gli animi dei mercati finanziari «è necessario che Bruxelles dica loro come sarà l'Europa fra 10 anni».

Andrew Bosomworth, l’amministratore delegato del colosso finanziario PIMCO in Germania, ha idee molto chiare sul futuro politico e monetario del Vecchio Continente: «Se il progetto politico-monetario europeo vuole essere forte e duraturo, è necessario che i vertici politici ridisegnino l’architettura dell’Unione Europea».

Il dirigente di PIMCO ritiene che la gestione politica della crisi del debito dell’Eurozona sia stata fino a questo momento inadeguata. «La Bce e le istituzioni comunitarie si sono limitate a varare soluzioni estemporanee per stimolare l’inversione del ciclo economico da negativo a positivo. L’idea di uscire dalla crisi mantenendo intatto lo status quo è quanto di più errato si possa fare» spiega Andrew Bosomworth, aggiungendo che «per l’Europa è giunto il momento di decidere sul da farsi. Sono due le uniche alternative alla crisi: la frammentazione politica ed economica dell’area oppure costruzione di un soggetto sovranazionale europeo su basi federali».

I COSTI DELLA FRAMMENTAZIONE POLITICO-ECONOMICA E I BENEFICI DELLA SOLUZIONE FEDERALISTA

Per evitare la frammentazione dell’Europa e quindi un ritorno allo status quo ex ante, l’amministratore delegato di PIMCO Germania ritiene che sia Berlino a dover ricoprire un ruolo prominente all’interno dell’assetto istituzionale europeo. «Se l’Europa intende porsi sul mercato internazionale in modo credibile, deve essere la Germania a trainare l’area fuori dalla crisi. L’Eurozona non può fare a meno della Germania. Il Vecchio Continente ha bisogno di una moneta unica per competere a livello internazionale e misurarsi con le nuove realtà economiche. Frammentare l’Europa e quindi restaurare lo status quo ex ante non solo vanificherebbe decenni di cooperazione internazionale, ma danneggerebbe economicamente anche la stessa Germania. La frammentazione completa dell’unione monetaria potrebbe, infatti, indebolire gravemente la Germania perché il ritorno delle divise nazionali favorirebbe un apprezzamento della nuova moneta tedesca rendendo più costose le esportazioni».

L’alternativa alla frammentazione politica ed economica del Vecchio Continente è la costruzione di un soggetto sovranazionale europeo su basi federali. Secondo Andrew Bosomworth, infatti, perché la riorganizzazione federale dell’Europa produca risultati tangibili «è necessario chiarire che cosa si intenda realmente per condizionalità e mutualizzazione dei debiti. Vi è, inoltre, un’altra questione che non può essere messa in secondo piano: perché questo nuovo soggetto politico possa durare nel tempo, è necessario che siano i propri cittadini a legittimare democraticamente la nascita degli Stati Uniti d’Europa».

ECCO CHE COSA DEVE FARE L’EUROPA PER RECUPERARE LA FIDUCIA DEI MERCATI

«Gli investitori internazionali si riaffacceranno sul palcoscenico europeo solo se le istituzioni comunitarie riusciranno a portare a compimento una serie di riforme strutturali. Queste sono di fondamentale importanza per evitare il ripetersi di crisi analoghe in futuro» precisa il dirigente di PIMCO, concludendo che «la vera sfida per l’Europa è convincere i mercati circa la sostenibilità del Progetto Europa nel lungo periodo. I mercati non troveranno pace fino a quando le istituzioni comunitarie non diranno loro come sarà l’Europa fra 10 anni».

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Argomenti: Crisi Euro