Pil Usa, crescita inferiore alle attese per l’economia americana

Brusco calo per gli ordini di auto e parti di ricambio: a picco gli ordini di beni durevoli

di Enzo Lecci, pubblicato il
Brusco calo per gli ordini di auto e parti di ricambio: a picco gli ordini di beni durevoli

Nessun segnale concreto di solida crescita per l’economia Usa, ma solo tanti cenni a un miglioramento che però stenta a decollare e a consolidarsi. E’ questa l’impressione che forniscono i tanti dati macro Usa che sono stati diffusi nel primo pomeriggio. L’assenza di una una ripresa realmente solida è evidente fin dal dato sul Pil Usa. Contrariamente alle previsioni infatti il Pil degli Stati Uniti nel secondo trimestre 2012 è cresciuto solo dell’1,3% rispetto  alla precedente stima chi fissava l’economia in espansione dell’1,7%.Il dato ha deluso le attese degli analisti che puntavano su una conferma della precedente lettura. La crescita inferiore alle attese è stata causata, secondo le indicazioni del Dipartimento del Commercio, da un revisione al ribasso degli investimenti per le scorte, delle spese al consumo e delle esportazioni. La spesa per consumi, in particolare, è stata rivista a un più contenuto +1,5% dal precedente +1,7%, a causa dei minori acquisti di servizi finanziari e assicurativi.  

Ordini beni durevoli Usa a picco

Segnali non positivi sono arrivati anche dagli ordini di beni durevoli che ad agosto sono scesi del 13,2% a 198,49 miliardi di dollari. Il dato è nettamente inferiore alle attese degli analisti che puntavano su un ribasso non superiore al 5,6%. A penalizzare l’indice sono stati gli ordini di auto e parti di ricambi che sono calati in un mese del 10,9%.  

Richieste settimanali sussidi disoccupazione in calo

Se dal fronte economico i dati descrivono una situazione decisamente contrastante più solide sembrano essere le indicazioni provenienti dal mercato del lavoro. Nell’ultima settimana infatti le richieste settimanali di sussidi di disoccupazione hanno fatto segnare un calo a 359mila unità dalle precedenti 385mila. Gli analisti si attendevano una flessione più contenuta a 378mila unità. Alla luce di questi dati quali potrebbero quindi essere le prospettive dell’economia americana? Secondo  l’agenzia di rating Fitch “il tasso di disoccupazione persistentemente elevato e la decelerazione della crescita nel primo semestre dell’anno sottolineano la debolezza dell’economia degli Stati Uniti, rispetto ai normali recuperi congiunturali. Inoltre, l’incertezza sulla politica fiscale degli Stati Uniti potrebbe minare la fiducia e agire come un freno sulla crescita”. E’ proprio a partire da questa constatazione che Fitch ha ridotto le stime di crescita dell’economia Usa fissate a +2,3% nel 2013. Invariate invece le stime sulla crescita nel 2012 che resta fissa a +2,2%. Dopo la diffusione della batteria di dati macro, i futures sui principali indici di Wall Street hanno messo in evidenza un rialzo che lascia intendere un’avvio positivo per la Borsa Usa.  

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Argomenti: Economia USA