Pil, posti di lavoro, fiducia: il rebus tutto italiano

I consumi sono ai minimi termini da due anni a questa parte e il trend non sembra essere cambiato nemmeno dopo un primo trimestre positivo.

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I consumi sono ai minimi termini da due anni a questa parte e il trend non sembra essere cambiato nemmeno dopo un primo trimestre positivo.
Nei primi tre mesi del 2019 il Pil ha fatto segnare un rialzo dello 0,2 per cento, quanto basta per affermare che l’Italia è fuori dalla recessione. In pochi si aspettavano un rimbalzo tale da parte del nostro Paese, dopo i primi sei mesi difficili attraversati dal governo giallo-verde, che spesso aveva scaricato la responsabilità del momento sulla precedente esperienza di governo del Partito democratico. Nei precedenti due trimestri riferiti all’anno 2018 la flessione era stata dello 0,1 per cento, sufficiente per far scattare l’allarme recessione. Rispetto al primo trimestre 2018, quando il governo Gentiloni presiedeva ancora i lavori nonostante lo scioglimento delle Camere da parte del Presidente della Repubblica a fine dicembre, il rialzo è stato dello 0,1 per cento.

Posti di lavoro in aumento

Un altro importante segnale arriva dall’occupazione. Nel solo mese di marzo gli occupati in più sono circa 60 mila, di cui 44 mila assunti con contratto a tempo indeterminato, mentre sono soltanto duemila quelli assunti con un contratto a termine. Un ruolo determinante viene ricoperto dai giovanissimi, coloro cioè che hanno un’età non superiore ai 24 anni: per loro si parla di 51 mila nuovi posti di lavoro. Sono invece 18 mila gli occupati in più nella fascia di età compresa tra i 24 e 34 anni, quando ancora si è soliti usare la definizione giovani. Quattromila posti di lavoro in più, infine, per la fascia dei lavoratori adulti, vale a dire quei lavoratori che hanno un’età tra i 35 e 49 anni. Il segno meno è presente soltanto nella fascia degli over 50, dove si registra una perdita della forza lavoro pari a 14 mila unità.
Nota di rilievo per i lavoratori autonomi: nei primi tre mesi del nuovo anno le partite Iva sono cresciute in maniera importante rispetto al passato, facendo segnare un aumento di +47 mila lavoratori.
Riguardo a questo punto, potrebbe aver giocato un ruolo fondamentale la promessa della flat tax al 15 per cento.

Fiducia ferma al palo

Italia fuori dalla recessione, occupazione giovanile mai così bene dal 2011, 60 mila nuove assunzioni soltanto nel mese di marzo: ci sarebbero tutti gli elementi per una ripresa dei consumi da parte delle famiglie italiane, basata su una rinnovata fiducia nei confronti dell’economia. La realtà, però, è diversa. Infatti, i consumi sono ai minimi termini da due anni a questa parte e il trend non sembra essere cambiato nemmeno dopo un primo trimestre positivo. Un rebus tutto italiano.
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