Pil Italia: stime crescita, il punto sulle previsioni e sull’impatto della Brexit

Stime sulla crescita del pil dell'Italia: ecco undici previsioni, distinte tra quelle risalenti a prima e quelle successive al referendum sulla Brexit.

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Stime sulla crescita del pil dell'Italia: ecco undici previsioni, distinte tra quelle risalenti a prima e quelle successive al referendum sulla Brexit.

Anche il Fondo Monetario Internazionale ha tagliato le stime di crescita dell’Italia, prevedendo un aumento del pil a meno dell’1% per il 2016 e dell’1% per l’anno prossimo, in entrambi i casi in calo dalle precedenti stime di un +1,1% e +1,25% rispettivamente.

La Brexit è certamente il punto di svolta (negativo) per la nostra economia, anche se come vedremo con le altre stime, già nei primi mesi dell’anno diversi analisti avevano iniziato a tagliare le stime effettuate alla fine del 2015.

Più di un mese fa, prima che si celebrasse il referendum sulla Brexit, l’OCSE aveva confermato per il nostro paese una crescita del pil dell’1% quest’anno e dell’1,4% per il 2017. Al contrario, qualche giorno fa, Confindustria ha dimezzato le sue stime precedenti, abbassandole rispettivamente allo 0,8% e allo 0,6% da +1,4% e +1,3%. L’impatto dell’uscita del Regno Unito dalla UE è atteso dagli industriali nell’ordine dello 0,1% per quest’anno e dello 0,5% per l’anno prossimo.

Che dicono agenzie rating

Risalgono a prima della Brexit anche le previsioni di Fitch: +1% e +1,3%, già tagliate da +1,3% e +1,5% rispettivamente nel biennio. Standard & Poor’s stimava ancora una crescita dell’1,1% quest’anno e dell’1,3% per il 2017 da +1,3% e +1,4% delle sue previsioni precedenti. Per Moody’s, dopo la Brexit la nostra crescita sarebbe dell’1% quest’anno e dello 0,9% l’anno prossimo (da +1,2% in entrambi gli anni, secondo le stime precedenti).

Prometeia è più pessimista e qualche giorno fa ha tagliato le sue stime di crescita allo 0,8% per quest’anno e allo 0,9% per il 2017, giù dello 0,2% in entrambi i casi. Riscontro simile per Ubs, secondo cui l’Italia crescerà dello 0,9% sia quest’anno che nel 2017, meno dell’1,1% e dell’1,2% prima atteso.

L’ottimismo del governo Renzi

E passando alle previsioni ufficiali, notiamo come il governo Renzi si confermi ancora il più ottimista, anche se un po’ meno che nei mesi precedenti: se a novembre stimava una crescita dell’1,6% per quest’anno, ad aprile con la nota di aggiornamento al Def, ha abbassato le previsioni a un più realistico 1,2%, mentre per l’anno prossimo s’intravede un +1,4%.

 

 

 

Istat avverte già su rallentamento

L’Istat non ha ancora aggiornato le sue stime dopo la Brexit, anche se qualche giorno fa ha parlato di “rallentamento” in atto. Ad oggi, quindi, fanno fede le sue previsioni di un +1,2% per quest’anno e di un +1,3% per l’anno prossimo, verosimilmente dati superiori alle attese attuali dello stesso istituto.

Infine, la Commissione europea a maggio prevedeva una crescita dell’1,1% quest’anno e dell’1,3% l’anno prossimo per l’Italia. Evidentemente, numeri che andranno rivisti in autunno.

Media stime pil Italia

Facendo una media tra tutte le stime, si ottiene che l’Italia dovrebbe crescere quest’anno dell’1% e nel 2017 dell’1,2%. Mediamente, quindi, gli analisti prevedono un’accelerazione molto lenta, ma pur sempre in atto, della crescita dell’Italia, che nel 2015 si è espansa solo dello 0,8% dopo il -0,4% accusato nel 2014.

Tuttavia, le cifre differiscono, a seconda che si tratti di previsioni prima o dopo la Brexit. Coloro che hanno aggiornato le stime a dopo il referendum di Londra, prevedono mediamente una crescita dello 0,9% per quest’anno e dello 0,8-0,9% per l’anno prossimo. Niente accelerazione, quindi, ma lieve arretramento.

Gli altri dati, risalenti a prima del referendum, stimano ancora un tasso di crescita del pil dell’1,1% per quest’anno e dell’1,3% per l’anno prossimo, mostrando un differenziale positivo dello 0,2% per l’anno in corso e di oltre 4 decimali di punto percentuale per l’anno prossimo.

 

 

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