Pil Italia primo trimestre 2020 a -1%, la crisi paurosa emerge dalle stime di Mazziero

Il Coronavirus mette in ginocchio l'economia italiana. Le ultime previsioni indipendenti di Mazziero Research sono da incubo: crolla il pil e riparte la corsa del debito pubblico.

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Il Coronavirus mette in ginocchio l'economia italiana. Le ultime previsioni indipendenti di Mazziero Research sono da incubo: crolla il pil e riparte la corsa del debito pubblico.

Che l’economia italiana sia in recessione non v’è dubbio alcuno ormai da settimane. Già prima che il mondo scoprisse di avere a che fare con il Coronavirus e che questi mettesse in quarantena alcune tra le principali aree produttive del nostro Paese, il pil arretrava. Nell’ultimo trimestre del 2019, era sceso dello 0,3% rispetto ai tre mesi precedenti. Nell’aggiornamento delle stime di Mazziero Research, istituto di analisi indipendente di Maurizio Mazziero e noto per la precisione dei suoi dati, la contrazione economica in corso appare più seria di quanto avessimo ipotizzato. Nel primo trimestre di quest’anno, il pil italiano arretrerebbe di ben l’1%. Nell’intero anno, compirebbe un passo indietro per lo 0,2% sul 2019.

Ecco tutti i danni del Coronavirus all’economia italiana e che ancora devono arrivare

Sono dati che si commentano da soli e che danno il senso della gravità di quanto stia accadendo alla nostra economia. E ripartirebbe anche la corsa del debito pubblico, che ha chiuso il 2019 a 2.409 miliardi, di almeno 6 miliardi in meno rispetto alle stime più rosee dello stesso Mazziero, il quale spiega, però, come il calo di dicembre su novembre (-35 miliardi) sia stato dovuto essenzialmente a un fattore contabile. Ad esempio, il Tesoro ha ridotto le disponibilità liquide di 2,2 miliardi su base annua, contribuendo ad abbassare lo stock. Ma al giugno prossimo, questo salirebbe tra 2.465 e 2.487 miliardi di euro. Resta la riduzione della spesa per interessi, attesa per quest’anno a 68,1 miliardi, -1 miliardo sul 2019 (dato lordo).

Se le previsioni fossero confermate, il 2020 sarebbe il quinto anno dopo il 2007 a chiudere con una variazione del pil negativa. In questi 12 anni, così l’Italia avrebbe attraversato ben quattro recessioni.

Il Coronavirus non sarebbe nemmeno stato l’origine dell’ultima recessione, che risale all’ultimo trimestre del 2019, quando il pil arretrò dello 0,3% come dicevamo sopra, sorprendendo per l’entità marcata del calo. E’ chiaro che le stime Mazziero saranno aggiornate in un senso o nell’altro anche sulla base di come procederà la lotta alla pandemia in Italia e nel resto del mondo e della reazione sia dei governi che delle economie al virus.

I tempi del Coronavirus sull’economia italiana

Ieri, il governo Conte ha imposto la chiusura delle scuole fino al 15 marzo, una decisione che punta a minimizzare i rischi di contagio in Italia nelle prossime settimane. Sono essenzialmente due le strade da percorrere, a tale riguardo: azioni dal forte impatto e concentrate nel tempo, che si spera si rivelino efficaci nel contrastare la diffusione del virus e a riportare alla normalità; azioni meno drastiche e tese a reagire alla bisogna allo scenario che si ha davanti. Nel primo caso, gli effetti negativi sull’economia sarebbero immediati e duri, nel secondo più blandi. Tuttavia, la prima strada porterebbe l’Italia fuori dall’emergenza in breve tempo e consentirebbe all’economia di riprendersi più in fretta, la seconda dilaterebbe i tempi e rallenterebbe anche l’uscita dalla recessione.

Se non vogliamo che il Coronavirus trascini l’economia italiana verso una recessione profonda, dovremmo augurarci che il contagio si arresti nel nostro Paese entro qualche mese, cioè che i suoi effetti non travalichino il secondo trimestre, quello che si conclude nel giugno prossimo. Se così non fosse, addio al rimbalzo dello 0,8% atteso da Mazziero per il terzo trimestre. Chiaramente, l’Italia vive in un contesto globale e da sola non può dettare i tempi della reazione al virus. In Cina, sembra che il contagio stia rallentando e questo farebbe sperare in una ripresa prossima delle attività produttive. Per contro, l’Occidente sta iniziando proprio in questi giorni ad affrontare un’impennata dei casi al suo interno e che certamente provocherà un rallentamento della sua economia da qui ad almeno qualche mese.

L’economia italiana non è in crisi, ma in depressione

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