Pil in calo dello 0,2% nel secondo trimestre. L’Italia è tornata in recessione, arriva la Troika?

Il pil è sceso dello 0,2% sui primi tre mesi dell'anno. L'Italia è tornata formalmente in recessione. Adesso, arriveranno i guai. Il futuro sarà la Troika.

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I dati Istat sul pil del secondo trimestre dell’anno sono molto peggiori delle attese: il prodotto interno lordo è diminuito dello 0,2% sul primo trimestre, secondo la stima flash, in accelerazione dal -0,1% registrato nei tre mesi precedenti. L’Italia è così tornata formalmente in recessione, avendo registrato un calo congiunturale del pil per due trimestri consecutivi. Da un punto di vista tendenziale (anno su anno), il calo è stato dello 0,3%. La variazione acquisita è del -0,3%, ossia il pil calerà dello 0,3%, qualora si registrasse una variazione nulla per i prossimi due trimestri. Nelle scorse settimane, l’Istat aveva avvertito che il pil sarebbe variato all’interno del range -0,1/+0,3%, ma chiarendo che ci sarebbe stata una maggiore probabilità di un dato verso la parte bassa della forchetta. Adesso, abbiamo conferma che le attese – già negative – sono state battute al ribasso. Secondo l’istituto, il calo è frutto di una variazione negativa di tutti e tre i comparti dell’economia: agricoltura, industria e servizi. In termini reali, aggiunge l’Istat, il pil si è riportato ai livelli del secondo trimestre dell’anno 2000. Dopo la pubblicazione del dato, Piazza Affari ha ampliato le perdite, con l’indice Ftse Mib in calo dell’1,9%, mentre lo spread BTp-Bund a 10 anni si è portato a 166 punti base, con i rendimenti decennali dei BTp al 2,80%. Nulla di eccessivo, intendiamoci.

Padoan è pessimista

Che ci sarebbe stata una sorpresa negativa lo avevamo intuito dall’intonazione delle borse europee di questa mattina e dalle dichiarazioni del ministro dell’Economia, Pier Carlo Padoan, che ha parlato di peggioramento dell’economia italiana, in un’intervista rilasciata al Sole 24 Ore.   APPROFONDISCI – L’Italia è a rischio recessione. In arrivo la patrimoniale, nuove tasse su benzina e risparmi   Qualche tiepida speranza era arrivata in mattinata dal dato sulla produzione industriale a giugno, salita dello 0,9% su maggio e dello 0,4% su base annua, sopra le attese di una crescita congiunturale dello 0,7% e di un calo annuo dell’1,1%. Ma evidentemente è stato ampiamente insufficiente a bilanciare le spinte negative degli altri settori e della stessa industria dei mesi precedenti. A maggio, la produzione era risultata in calo dell’1,2% su aprile, il dato peggiore dal novembre 2012. Il dato sul pil è allarmante. Più che di ritorno alla recessione, potremmo parlare di una recessione senza fine, iniziata nel lontano terzo trimestre del 2011 e proseguita con l’unica sosta dell’ultimo trimestre del 2013, quando il pil era risalito dello 0,1%, facendo sperare nella ripresa. Da precisare che dopo un lungo periodo di contributo positivo, anche l’estero ha iniziato a portare il segno meno per l’Italia, fatto inquietante, perché significa che il nostro paese non potrà più fare tanto affidamento sulle esportazioni, nonostante l’euro si sia indebolito sotto il cambio di 1,34 contro il dollaro. Le tensioni internazionali e i venti di guerra con la Russia potrebbero farci mancare quell’appiglio per la ripresa, condannandoci alla crisi perenne.

E ora?

I mercati potrebbero sin da adesso iniziare a prendere le distanze dai nostri titoli di stato e da Piazza Affari. I rendimenti di BoT e BTp, ad oggi artificiosamente bassissimi, al limite del ridicolo, cresceranno e potrebbero almeno in parte cancellare i risparmi già messi in conto dal governo per fare quadrare il bilancio dello stato. In assenza di riforme dell’economia (non certo di quelle sbandierate sul Senato e sulla forma di governo), la Commissione europea perderà definitivamente la pazienza e in Italia arriverà la Troika (UE, BCE e FMI).   APPROFONDISCI – Prelievo forzoso, manovra da 20 miliardi e arrivo della Troika. E’ un incubo o la verità?   Non si tratta di previsioni avventate e futuristiche, bensì del quadro più probabile per il nostro paese nei prossimi mesi.

Mandato a casa il governo Berlusconi, sperimentato il governo Monti, transitati per l’esecutivo a guida Letta e arrivati all’ultima spiaggia con il premier Renzi, nessun risultato è visibile agli occhi dei mercati, delle famiglie e delle imprese. Ma quando arriverà al capolinea pure quest’ultimo governo, non ci sarà più un altro coniglio sbucare fuori dal cilindro.      

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