Pil e inflazione, cosa sta spingendo la loro crescita in Italia?

Pil in crescita nel primo trimestre del 2015 dopo 13 dati consecutivi negativi. E l'inflazione torna sopra lo zero a maggio. Cosa genera la crescita dei due indicatori?

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Pil in crescita nel primo trimestre del 2015 dopo 13 dati consecutivi negativi. E l'inflazione torna sopra lo zero a maggio. Cosa genera la crescita dei due indicatori?

Buone notizie in arrivo dall’Istat, che stamane ha rivisto al rialzo il pil in Italia del primo trimestre, cresciuto dello 0,3% sui 3 mesi precedenti e dello 0,1% su base annua (variazione nulla per la stima preliminare). Il dato si confronta con una variazione annua del -0,5% e una congiunturale nulla dell’ultimo trimestre del 2014 e rappresenta il primo ritorno alla crescita dopo ben 13 trimestri consecutivi. La variazione acquisita per l’anno in corso è del +0,2%, ossia questo sarebbe il dato dell’intero 2015, se il pil non registrasse alcuna variazione congiunturale nei prossimi 3 trimestri. Analizziamo adesso quali siano stati i fattori della crescita. I consumi nazionali sono diminuiti dello 0,1% sul trimestre precedente, mentre gli investimenti fissi lordi sono aumentati dell’1,5%. E le importazioni sono salite dell’1,4%, ma la domanda netta estera ha generato un contributo negativo dello 0,4%, mentre la domanda interna, al netto delle scorte, ha contribuito positivamente dello 0,2% e le scorte per lo 0,5%. Dunque, a differenza di quanto si potrebbe credere, le spinte sono arrivate dall’interno e non dalle esportazioni, nonostante il tracollo dell’euro contro il dollaro, pari al 20% in appena 10 mesi. In particolare, sono state le imprese, a leggere i dati, ad avere sostenuto la ripresa dell’economia, aumentando gli investimenti.   APPROFONDISCI – L’industria italiana si riprende a febbraio, ma i consumi interni restano deboli  

Inflazione Italia torna positiva a maggio

E passiamo adesso all’inflazione. A maggio, l’indice dei prezzi al consumo, esclusi i tabacchi, ha mostrato un incremento sia annuo che congiunturale dello 0,2%. Si tratta del primo aumento tendenziale dopo 4 mesi in calo. L’inflazione acquisita per il 2015 è così pari allo 0,1%. L’inflazione di fondo, quella al netto dei beni energetici e degli alimentari freschi, mostra anch’essa una risalita dal +0,3% di aprile al +0,6%. L’accelerazione dell’inflazione è dovuta essenzialmente al minore calo annuo dei prezzi energetici, pari al -7,2% a maggio dal -8,7% di aprile e alla maggiore crescita dei prezzi dei servizi. Su base mensile, i beni energetici non regolamentati hanno visto salire i prezzi dell’1,8%. Riassumendo: l’inflazione torna positiva a maggio, perché su base annua i prezzi energetici hanno assistito a una decelerazione del crollo, mentre sono risaliti rispetto ad aprile. C’era d’aspettarselo: tra marzo e oggi, le quotazioni del Brent sono cresciute di quasi il 40% (il  25% nel solo mese di aprile), anche se restano più basse del 40% rispetto a quelle di un anno fa.   APPROFONDISCI – L’Italia torna in deflazione a gennaio: -0,6%. Più sacrifici per fare scendere il debito pubblico   Il dato fa emergere il legame piuttosto stretto tra inflazione e prezzo del greggio. Ma cosa succederà se quest’ultimo, come ci si attenderebbe, registrerà un nuovo tonfo in estate? E tornando al pil, la dinamica positiva dipende quasi del tutto dalle imprese. I consumi non ripartono e le esportazioni, al netto delle importazioni, non avrebbero alcun impatto positivo sulla crescita. Bisogna chiedersi cosa abbia potuto smuovere gli investimenti delle imprese. E’ probabile che le aspettative siano migliorate e ciò le abbia spinte a puntare sulla ripresa. Resta da vedere che succederà nei prossimi trimestri, se l’ottimismo proseguirà o subirà una battuta di arresto, magari a causa delle tensioni relative alla Grecia e alla dinamica non entusiasmante dell’economia nell’Eurozona, pur registrando la maggiore crescita del pil degli  ultimi 8 anni.   APPROFONDISCI – L’Italia non aggancia ancora la ripresa e l’Eurozona resta debole, ecco i rischi attesi

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