Piano Renzi per impadronirsi del PD e gettare l’Italia nel caos

Il piano del segretario del PD, Matteo Renzi, passa per le primarie subito e le elezioni anticipate a giugno. Obiettivo: sbarazzarsi degli oppositori interni, anche al costo di trascinare l'Italia nel baratro.

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Il piano del segretario del PD, Matteo Renzi, passa per le primarie subito e le elezioni anticipate a giugno. Obiettivo: sbarazzarsi degli oppositori interni, anche al costo di trascinare l'Italia nel baratro.

Gli “scissionisti” del PD sanno bene cosa li attende con ogni probabilità nelle prossime settimane: la richiesta del loro (ex) segretario Matteo Renzi di elezioni anticipate. L’intento dell’ex premier non sarebbe tanto di tornare alle urne per vincere, quanto per azzerare gli oppositori interni, che essendo di fatto usciti dal partito, non avrebbero il tempo di riorganizzarsi e di fondare un nuovo movimento, tale da tornare in Parlamento.

Da qui l’accelerazione delle tappe da parte dei renziani, che stanno premendo sugli organi del PD, affinché le primarie per scegliere il prossimo segretario si tengano già il 9 aprile, in modo che entro il 20 l’assemblea nazionale del partito possa ufficializzane l’elezione. Il governatore pugliese Michele Emiliano non ritiene che una data così vicina consenta una campagna elettorale adeguata e propone che le primarie si celebrino il 23 aprile.

Settimana più, settimana meno, il piano di Renzi è chiarissimo: impadronirsi del PD entro un paio di mesi e chiedere immediatamente il voto anticipato a giugno. C’è un problema: non esiste una legge elettorale omogenea tra Camera e Senato e almeno che vi sia un partito in grado di arrivare al 40%, nessuno otterrebbe il premio di maggioranza per governare, rendendo obbligate le larghe intese. (Leggi anche: Scissione PD fallita, mancano i numeri e nuovo gruppo diviso su Gentiloni)

L’Italia sembra destinata al caos politico

Non è nemmeno detto che basti un’alleanza tra PD, centristi e Forza Italia per dare vita a un nuovo governo, se è vero che i sondaggi assegnino all’insieme di queste forze politiche, un numero di seggi insufficiente allo scopo. E bisogna anche vedere quali saranno le nuove percentuali del PD, depurato dall’ala sinistra, perché dovesse perdere anche solo qualche punto percentuale nei consensi, le probabilità che i democratici tornino a governare da soli o con un asse improvvisato con gli azzurri si ridurrebbero drasticamente.

A Renzi non importa vincere, ma annullare ciò che c’è alla sua sinistra. Peccato, che il suo piano non abbia molti punti in comune con l’interesse nazionale.

L’economia italiana, come ha segnalato ieri Confindustria, starebbe rallentando e resta esposta ai rischi politici. Il nostro debito pubblico è il più alto di sempre (133% del pil), ma ciò che impensierisce di più è che non accenna a ridursi, né esiste un piano del governo per rilanciare l’economia da un lato e risanare i conti pubblici dall’altro. (Leggi anche: Scissione PD, Renzi rottama l’Italia)

Rischiamo la recessione, e non solo

Siamo in balia di giochi di palazzo e di guerriglie interne al PD, che rischiano di trascinare l’Italia verso il caos più assoluto. In teoria, l’unica soluzione realistica, nel caso di assenza di una maggioranza anche con le larghe intese, sarebbe quella di un governo di minoranza, ma sempre che le opposizioni consentano di realizzare un simile scenario, cosa apparentemente poco probabile, visto il clima di scontro tra le parti.

Il piano di Renzi si tradurrebbe, quindi, in uno scivolamento dell’Italia verso una deriva alla spagnola, che nel corso di appena sei mesi ha votato due volte tra il dicembre 2015 e il giugno 2016, impiegando ben dieci mesi per formare il nuovo esecutivo. Con una differenza importante: l’economia spagnola ha continuato a crescere al 3%, noi passeremmo dalla bassa crescita alla recessione e i mercati finanziari ci darebbero il colpo di grazia. Ma che volete che sia una nuova crisi economica e finanziaria, dinnanzi al divertimento di un segretario di partito in lotta contro i suoi “nemici” interni? (Leggi anche: Crisi spread tornata e l’Italia corre verso il caos)

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