Piano anti-spread BCE, i giudici tedeschi approvano: vince la Realpolitik

Via libera al piano anti-spread della BCE dai giudici costituzionali tedeschi, che sono molto più flessibili di quanto s'immagini.

di Giuseppe Timpone, pubblicato il
Via libera al piano anti-spread della BCE dai giudici costituzionali tedeschi, che sono molto più flessibili di quanto s'immagini.

La Corte Costituzionale di Karlsruhe in Germania ha dato il via libera definitivo all’“Outright Monetary Transactions” (OMT) della BCE, meglio noto come piano anti-spread. I giudici tedeschi hanno respinto così il ricorso di 35.000 cittadini, tra cui anche diversi esponenti di spicco del mondo politico federale, specie tra i conservatori del partito della cancelliera Angela Merkel. I numerosi ricorrenti avevano eccepito che il piano violerebbe il divieto di monetizzazione dei debiti sovrani, contenuto nello statuto della BCE, mettendo a repentaglio la tutela dei contribuenti tedeschi, su cui ricadrebbe nei fatti parte degli oneri.

Secondo la Consulta tedesca, il piano può essere attivato, a patto che la BCE non annunci in anticipo quali titoli intenda acquistare. Negli anni passati, Karlsruhe aveva rimesso la questione alla Corte di Giustizia UE, che ha approvato in pieno il piano del governatore Mario Draghi. Da ciò consegue il placet dei giudici tedeschi di oggi, che pone fine a una battaglia legale iniziata subito dopo l’annuncio di Francoforte, nella calda estate del 201, di volere attuare un piano per contrastare gli alti spread imperanti allora nell’Eurozona.

Piano BCE mai attuato

L’OMT non è stato mai messo in pratica, perché nessun governo lo ha richiesto. Presupposto fondamentale, infatti, per fare scattare il piano è che nel caso di crisi, lo stato in questione dell’Eurozona chieda alla BCE di acquistare i propri titoli di stato per calmierarne i rendimenti, ma sottoscrivendo in cambio un memorandum d’intesa, che di fatto rappresenta una sorta di commissariamento della politica economica nazionale.

In realtà, la mancata operatività dell’OMT risiede anche nell’allentamento delle tensioni finanziarie sui mercati europei dalla fine dell’estate 2012, vuoi perché gli investitori hanno creduto al “whatever it takes” del governatore, vuoi anche perché da allora sono stati varati potenti stimoli monetari, come il “quantitative easing”, che hanno spinto i rendimenti sovrani nell’area ai minimi storici.

Realpolitik prevalsa su principi

Con questa sentenza, la Bundesbank potrà avere mani libere nell’eseguire i piani imposti dalla BCE. Se i giudici tedeschi avessero dichiarato illegittimo l’OMT, l’istituto non avrebbe potuto dare seguito alle misure volute da Francoforte, di fatto bloccandole, visto che la Germania è il primo azionista per dimensioni della sua economia.

Contrariamente a quanto vorrebbe la vulgata, i giudici tedeschi si sono mostrati sempre abbastanza “flessibili” e proni sia nei tempi che nelle decisioni alle ragioni della politica e dell’interesse alla salvaguardia dell’euro.

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Argomenti: Bce, Crisi Euro, Crisi Eurozona, Economia Europa, quantitative easing, Spread, stimoli monetari