Petrolio, quotazioni fino a $20 per Goldman Sachs. Scontro sul summit OPEC

Goldman Sachs taglia le previsioni per le quotazioni del petrolio fino a 20 dollari al barile. Ed è scontro nell'OPEC sul vertice straordinario richiesto dal Venezuela.

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Goldman Sachs taglia le previsioni per le quotazioni del petrolio fino a 20 dollari al barile. Ed è scontro nell'OPEC sul vertice straordinario richiesto dal Venezuela.

Dopo il rialzo di ieri, le quotazioni del petrolio appaiono in deciso calo anche oggi. Il Wti americano cede 32 centesimi e scende a 45,60 dollari al barile, mentre il Brent perde 11 centesimi a 48,78 dollari. Ieri, il Dipartimento dell’Energia di Washington ha pubblicato i dati sulle scorte di greggio negli USA, che la settimana scorsa sono cresciute di 2,6 milioni di barili a 458 milioni, quando le attese erano mediamente per un aumento di 933 mila barili. Al momento, le scorte accumulate si attestano su livelli di circa 100 milioni di barili in più rispetto alla media quinquennale del periodo.   APPROFONDISCI – https://www.investireoggi.it/economia/petrolio-quotazioni-giu-sui-timori-per-leccesso-di-offerta/  

Previsioni prezzo petrolio ancora giù

E così, in mattinata è stato pubblicato il report di Goldman Sachs, che aggiorna al ribasso le previsioni di maggio. Il prezzo del Wti è atteso a 45 dollari al barile nel 2016 dai 57 attesi 4 mesi fa. Il Brent dovrebbe attestarsi a 49,50 dollari dai precedenti 62. Secondo la banca d’affari americana, il mercato appare ben più in sovrapproduzione di quanto precedentemente immaginato, dato che i paesi dell’OPEC non hanno tagliato la produzione, ma al contrario l’hanno aumentata. Per questo, Goldman Sachs arriva a ipotizzare un tonfo delle quotazioni fino a un minimo di 20 dollari al barile, che accadrebbe solo temporaneamente e che consentirebbe al mercato di riequilibrasi velocemente. Ciò si verificherebbe in conseguenza di un eccesso di offerta non più sostenibile dalla capacità di stoccaggio.   APPROFONDISCI – https://www.investireoggi.it/economia/petrolio-verso-i-15-dollari-al-barile-lo-dice-un-esperto-finanziario/  

L’Arabia Saudita dice no al vertice OPEC straordinario

Intanto, segnali “bearish” per il mercato petrolifero arrivano dal Golfo Persico, dove i ministri del Petrolio dell’area si sono incontrati a Doha, nel Qatar, per discutere la proposta del Venezuela di indire un vertice straordinario dell’OPEC.

L’ipotesi è stata respinta dall’Arabia Saudita, secondo cui tale summit non avrebbe conseguenze concrete per contrastare il calo dei prezzi e riequilibrare il mercato. Il fatto conferma le divisioni all’interno dell’Organizzazione, responsabile di oltre un terzo della produzione di greggio nel mondo e guidata dal Regno Saudita, nettamente contrario a un taglio dell’output per impedire il calo delle quotazioni. Il Venezuela, viceversa, guida il fronte di chi vorrebbe intervenire subito e con azioni decise per aumentare i prezzi, concordando tra i 12 membri un taglio della produzione, Il paese sudamericano è attraversata da una gravissima crisi finanziaria e fiscale, aggravata proprio dal tracollo delle quotazioni del greggio, bene che rappresenta il 96% delle sue esportazioni.   APPROFONDISCI – https://www.investireoggi.it/economia/petrolio-quotazioni-verso-i-40-dollari-tra-scorte-usa-export-saudita-e-bassa-crescita/  

Nessuna taglia la produzione di petrolio

Per la Russia, che non fa parte dell’OPEC, il ministro Alexander Novak ha ribadito che il suo paese, il maggiore produttore al mondo, non intende abbassare l’offerta, ma di attendersi che la riduzione della produzione avverrà per lo shale americano. Nessuno segnala l’intenzione di cedere quote di mercato altrui. Non solo. Paesi come la Russia hanno bisogno di tenere ai massimi livelli l’output per compensare il calo delle entrate, conseguente al dimezzamento delle quotazioni. La stessa Arabia Saudita non potrebbe permettersi un taglio, in quanto il cambio fisso tra il suo rial e il dollaro sta decimando le entrate fiscali in valuta locale, che in parte devono essere sostenute proprio con un aumento della produzione. Nel paese, il deficit pubblico è atteso per quest’anno fino al 22% del pil.   APPROFONDISCI – https://www.investireoggi.it/economia/larabia-saudita-al-test-del-petrolio-a-basso-prezzo-quanto-potra-resistere-alla-crisi/  

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