Petrolio, quotazioni di nuovo in calo. Ecco perché oscillano nervosamente

Le quotazioni del petrolio tornano in calo oggi, dopo i forti rialzi di ieri. Il mercato è disorientato sui dati e le stime future.

di Giuseppe Timpone, pubblicato il
Le quotazioni del petrolio tornano in calo oggi, dopo i forti rialzi di ieri. Il mercato è disorientato sui dati e le stime future.

Dopo i forti rialzi messi a segno ieri, le quotazioni del petrolio tornano in calo oggi. Sul pre-mercato, il prezzo del Wti è diminuito di 58 centesimi al barile a 51,56 dollari, mentre il Brent scivola di 1 dollaro a 57,26 dollari. Il driver più importante di queste ore è l’Iran, una delegazione della quale è partita per Pechino, dove discuterà con i vertici del governo sulle vendite di greggio per il futuro prossimo, ora che le sanzioni ONU contro Teheran iniziano ad allentarsi. La Cina è il primo cliente dell’Iran, acquistando la metà delle sue esportazioni dal 2012, dopo la comminazione delle sanzioni. La notizia dell’incontro tra i vertici dei due paesi dimostrerebbe che la Repubblica Islamica sarebbe pronta sin da subito ad aumentare la sua capacità produttiva ai livelli del 2011, ossia di 1,1 milioni di barili al giorno in più dei livelli odierni.   APPROFONDISCI – Petrolio: quotazioni del Brent sotto i 55 dollari tra Iran, scorte USA e OPEC  

Stime pessimistiche a breve

E Goldman Sachs ritiene che le quotazioni del petrolio non siano destinate a crescere nel breve termine, sostenendo che esse dovrebbero rimanere ancora per un pò ai livelli bassi perché gli USA taglino la loro produzione. Per questo, la banca d’affari americana ammette che la precedente stima di 65 dollari al barile nel 2016 sarebbe ottimistica alla luce dell’offerta globale attuale. Sta di fatto che nelle ultime settimane, il Wti oscilla tra un minimo di 44-45 a un massimo di 51-52 dollari al barile, mentre il Brent sembra essersi stabilizzato nel range 54-58 dollari. Al momento, il greggio USA viene venduto a sconto di 5,50 dollari. Colpiscono la variazioni da seduta in seduta, che dimostrerebbero la volatilità di questo mercato nella fase presente.   APPROFONDISCI – Petrolio, le previsioni sulle quotazioni a breve: vediamo il possibile trend  

Il fattore cambio e le scorte di petrolio USA

Ieri, i prezzi saranno stati sostenuti dall’indebolimento del dollaro, che si è portato a un cambio di oltre 1,10 contro l’euro, dopo che i dati sull’occupazione americana a marzo, pubblicati lo scorso venerdì, avrebbero allontanato i tempi di un primo rialzo dei tassi USA. Un biglietto verde più debole rinvigorisce le quotazioni del petrolio, rendendole meno costose per gli investitori non americani, stimolando così la domanda. In attesa di conoscere ufficialmente domani i dati sulle scorte USA alla fine della scorsa settimana, si sa che uno dei serbatoi più grandi, quello di Cushing, in Oklahoma, sarebbe già pieno al 77%, ma allo stesso tempo con le pipeline la capacità di  immagazzinamento della capacità produttiva in eccesso sarebbe maggiore di quanto finora ipotizzato, anche se è la stessa Goldman Sachs a ribadire che i serbatoi, dopo che saranno svuotati mediamente di 350 mila barili al giorno nel periodo maggio-settembre, torneranno a riempirsi entro ottobre. Insomma, c’è molta confusione sul mercato e l’unico vero market-mover dei prossimi mesi rimarrà la Fed.   APPROFONDISCI – Petrolio, perché le quotazioni ieri si sono impennate?  

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Argomenti: Petrolio