Petrolio, quotazioni basse per altri 15 anni? L’OPEC le vede a $80 nel 2020

Quotazioni del petrolio stabilmente basse per altri 15 anni, secondo Goldman Sachs, anche se l'OPEC stima un rialzo fino a 80 dollari entro il 2020.

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Quotazioni del petrolio stabilmente basse per altri 15 anni, secondo Goldman Sachs, anche se l'OPEC stima un rialzo fino a 80 dollari entro il 2020.

L’OPEC stima che le quotazioni del petrolio saliranno al ritmo di 5 dollari all’anno fino a portarsi a 80 dollari entro la fine del 2020 dai 55 attesi per la fine del 2015. La produzione dei paesi non appartenenti all’Organizzazione salirà a 58,2 milioni di barili al giorno, 1 milione in meno di quelli finora stimati, a causa di una crescita più lenta delle attese dell’offerta esterna all’OPEC, particolarmente in Canada e USA, dove dovrebbero registrarsi i cali più evidenti. Intanto, dopo il rally di ieri, conseguente al dato sulle scorte di petrolio in calo negli USA di 2,1 milioni di barili al termine della settimana scorsa, le quotazioni del greggio sono tornate in calo oggi. Il Wti scende attualmente di 52 centesimi a 46,63 dollari al barile, mentre il Brent cede 78 centesimi a 48,97 dollari. Su base mensile, però, il primo registra un aumento del 10%, il secondo si mostra sostanzialmente stabile. Sempre la scorsa settimana, la produzione americana si è contratta di 18 mila barili al giorno a 9,12 milioni.   APPROFONDISCI  – https://www.investireoggi.it/economia/lopec-tornera-a-controllare-il-mercato-del-petrolio/  

Previsioni quotazioni petrolio deboli per Goldman Sachs

Eppure, Goldman Sachs non si mostra così ottimista nel breve periodo, stimando che le quotazioni potrebbero precipitare temporaneamente fino a 20 dollari al barile, in quanto l’eccesso di offerta tenderebbe a persistere. Non solo, l’analista americano ritiene che la debolezza dei prezzi potrebbe durare per i prossimi 15 anni, mentre pronostica per il lungo periodo quotazioni a 50 dollari al barile, in linea con i prezzi attuali. Nel breve termine, molto dipenderà dai livelli dei tassi USA. Se saliranno, il dollaro potrebbe rafforzarsi ancora e ciò porterebbe le quotazioni a scendere, in quanto un biglietto verde più costoso disincentiva la domanda degli acquirenti non americani. Si tenga conto, infatti, che le materie prime si vendono e comprano in dollari. Per quanto la stretta monetaria americana possa essere rinviata di qualche mese, resta il fatto che certamente vi sarà. Un motivo per dubitare di una robusta ripresa dei prezzi.   APPROFONDISCI – https://www.

investireoggi.it/economia/petrolio-quotazioni-fino-a-20-per-goldman-sachs-scontro-sul-summit-opec/      

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