Petrolio, produzione OPEC ai massimi da 37 mesi a novembre

L'OPEC ha aumentato anche a novembre la produzione di petrolio e stima un calo modesto dell'offerta nel 2016 per i paesi esterni al cartello.

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L'OPEC ha aumentato anche a novembre la produzione di petrolio e stima un calo modesto dell'offerta nel 2016 per i paesi esterni al cartello.

Nuovo aumento della produzione di petrolio da parte dell’OPEC, il cartello che riunisce i 13 membri responsabili di oltre un terzo dell’offerta globale. A novembre, hanno estratto 31,695 milioni di barili al giorno (+230.100), il livello più alto dal mese di aprile del 2012. A fronte di un calo di 25.200 barili al giorno in Arabia Saudita a 10,13 milioni, infatti, l’Iraq ne ha pompato 247.500 barili in più, arrivando a una media quotidiana di 4,3 milioni. Lo si legge nel report mensile dell’Organizzazione, che conferma la stima di una domanda globale in crescita di 1,25 milioni di barili al giorno, mentre quest’anno salirà mediamente di 1,53 milioni di barili, +300 mila rispetto alla previsione di giugno. La domanda di petrolio nei confronti dei membri dell’OPEC è attesa in aumento di 1,5 milioni di barili al giorno rispetto all’anno in corso a 30,8 milioni. Le previsioni relative alla domanda globale sono soggette alle incertezze sulla crescita mondiale, sui prezzi del greggio, sul clima e sulle politiche di sostituzione del greggio da parte dei governi.

Eccesso offerta petrolio persisterebbe anche nel 2016

Dunque, stando allo stesso report, attualmente il cartello starebbe estraendo quotidianamente 900 mila barili in più del greggio richiesto nel 2016. Già questo sarebbe un dato in sé “bearish” per il mercato energetico, ma non è finita. La produzione dei paesi non-OPEC è attesa in calo di 380 mila barili al giorno nel 2016 a 57,14 milioni, di cui la metà di esso avverrebbe negli USA. Rispetto alla previsione precedente, però, si stima una produzione esterna al cartello di 280 mila barili al giorno in più per l’anno che sta per finire. Lo stesso calo atteso per l’anno prossimo non sembrerebbe vigoroso, certamente non tale da riequilibrare da solo il mercato, senza un taglio deciso dell’offerta da parte dell’Organizzazione.

Dopo la pubblicazione delle stime, il prezzo del Wti perde 11 centesimi, scendendo a 37,05 dollari, mentre il Brent riduce i guadagni a 19 centesimi, attestandosi a 40,30 dollari al barile. Dal venerdì scorso, quando la riunione dell’OPEC non ha esitato alcun taglio della produzione e non ha nemmeno indicato per la prima volta da decenni alcun tetto massimo concordato per la stessa, il primo arretra del 10%, il secondo dell’8%.    

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