Petrolio: previsioni domanda tagliate, mercato non in equilibrio per tutto il 2017

Tagliate le stime di crescita della domanda di petrolio, mentre l'offerta è attesa in crescita. Il mercato non sarà in equilibrio fino a tutto il 2017.

di Giuseppe Timpone, pubblicato il
Tagliate le stime di crescita della domanda di petrolio, mentre l'offerta è attesa in crescita. Il mercato non sarà in equilibrio fino a tutto il 2017.

L’Agenzia Internazionale dell’Energia (IEA) ha tagliato le stime di crescita della domanda mondiale di petrolio di 200.000 barili al giorno per il 2017 per un ammontare complessivo di consumi a 97,3 milioni, mentre per quest’anno il taglio rispetto alle previsioni precedenti è di 100.000 barili, implicando una crescita di 1,3 milioni, a causa della decelerazione della crescita dell’economia in India e Cina nel trimestre in corso, nonché per il suo spegnimento presso le economie avanzate.

Al contrario, dopo il calo marcato della produzione tra i paesi non-OPEC, l’anno prossimo si registrerebbe una crescita di 380.000 barili al giorno, di poco superiore alle stime precedenti, in conseguenza di aumenti maggiori alle attese in economie come Russia e Norvegia.

Per questo, l’Agenzia prevede che fino a tutto il 2017 e per il quarto anno consecutivo, il pianeta continuerà ad accumulare scorte di petrolio, segnale che l’eccesso di offerta durerà ancora per oltre un anno da ora, più di quanto immaginato fino ad ora.

E dire, che solamente il mese scorso, la IEA sosteneva che l’equilibrio tra domanda e offerta sarebbe stato raggiunto entro la fine di quest’anno, incoraggiando il rally del greggio, che ad agosto ha visto salire le quotazioni di oltre il 10%. Al momento, il prezzo del Brent diminuisce del 2,11% a 47,30 dollari, quello del Wti americano del 2,51% a 45,13 dollari.

A questo punto, l’attenzione si sposta sul vertice OPEC, convocato informalmente per la fine del mese ad Algeri, che punta a trovare un’intesa tra gli stati membri per ravvivare i prezzi. Difficile che l’obiettivo venga raggiunto, dato che la produzione congiunta del cartello continua a salire, trainata dagli aumenti di Arabia Saudita, Iraq e Iran, in particolare.

 

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Argomenti: Altre economie, Crisi materie prime, Economia Europa, Economia USA, Economie Asia, Petrolio, quotazioni petrolio