Petrolio, le quotazioni potrebbero crollare per lo scontro dentro l’OPEC e con gli USA

Le quotazioni del petrolio potrebbero risentire nel breve termine negativamente della battaglia in corso dentro l'OPEC tra l'Arabia Saudita e l'Iran sulla produzione e dello scontro con gli USA. E nel Mare del Nord scoperto un nuovo giacimento.

di Giuseppe Timpone, pubblicato il
Le quotazioni del petrolio potrebbero risentire nel breve termine negativamente della battaglia in corso dentro l'OPEC tra l'Arabia Saudita e l'Iran sulla produzione e dello scontro con gli USA. E nel Mare del Nord scoperto un nuovo giacimento.

E’ di qualche giorno fa la notizia che l’Arabia Saudita ha innalzato la sua produzione di petrolio a 10,3 milioni di barili al giorno, il livello più alto dal 2002. Il ministro del Petrolio, Alì al-Naimi, ha anche avvertito che il Regno Saudita manterrà l’output sui livelli attuali anche nei prossimi mesi, non avendo alcuna intenzione di tagliare la produzione, se non lo faranno prima i produttori “marginali” fuori dall’OPEC e gli stessi altri membri dell’Organizzazione. Quest’ultima avrebbe così estratto a marzo 31,5 milioni di barili al giorno, ben oltre il limite dei 30 milioni, ormai sforato da 10 mesi di fila.   APPROFONDISCI – Petrolio: quotazioni in rialzo dopo il tonfo di ieri, ma l’eccesso di offerta cresce  

Scontro tra Iran e Arabia Saudita

E ieri, un altro ministro del Petrolio,  quello dell’Iran, Bijan Zanganeh, ha definito fallimentare la politica del mantenimento della produzione OPEC invariata, evidenziando come questa non stia funzionando, date le quotazioni attuali del Brent. Al contempo, Zanganeh ha ribadito che Teheran aumenterà la produzione di greggio non appena le sanzioni ONU saranno rimosse, quando sarà firmato ufficialmente l’accordo sul programma nucleare, sostenendo anche che l’OPEC sarà in grado di “coordinarsi” per fronteggiare questa decisione.   APPROFONDISCI – Petrolio, quotazioni in calo: l’OPEC sotto scacco da Iran e USA   In sostanza, l’Iran ha annunciato che aumenterà la produzione di barili  di petrolio e ha quasi auspicato che gli altri 11 membri dell’OPEC riducano la propria per tenere almeno inalterato il target dei 30 milioni di barili al giorno. Un doppio attacco all’Arabia Saudita, il principale sostenitore al vertice di Vienna del 27 novembre scorso della necessità di non tagliare l’output e che tutto vorrebbe, tranne che ridurre le sue estrazioni, specie in favore di Teheran, avversario sullo scacchiere geopolitico del Medio Oriente e contro il quale ha in corso una guerra indiretta nello Yemen. La decisione di Riad di alzare drasticamente la produzione a marzo  di mezzo milione di barili ogni giorno è proprio un avvertimento palese all’Iran e agli USA che i sauditi non intendono cedere loro quote di mercato. Con la fine delle sanzioni, infatti, Teheran potrebbe tornare alla capacità produttiva di 4 anni fa, pari a 3,6 milioni di barili al giorno, +1,1 milioni rispetto ai livelli attuali, raddoppiano le esportazioni. Inoltre, immetterebbe subito sul mercato i circa 30 milioni di barili accumulati come scorte sulle navi-cisterna nel Golfo Persico, accrescendo l’eccesso di offerta, già stimato in 1,5-2 milioni di barili al giorno.   APPROFONDISCI – Petrolio, si scatena la guerra dei prezzi in Asia. Iran e Iraq contro l’Arabia Saudita  

Scoperto giacimento petrolio in Inghilterra

Nel frattempo, mentre gli USA estraggono greggio ai massimi dal 1983 e accumulano scorte ai livelli record di sempre, ieri è giunta la notizia che nell’Inghilterra del Sud, nei pressi dell’aeroporto di Gatwick, è stato scoperto un giacimento petrolifero di circa 100 miliardi di barili, anche se basandosi su giacimenti simili scoperti in Siberia e negli USA, per ragioni tecniche ed economiche si renderebbe estraibile solo una quota tra il 3% e il 15%, ma forse anche molto di meno. Quale che sia la quantità effettiva di petrolio realmente estraibile nel Mare del Nord, si tratterà pur sempre di una maggiore offerta sul mercato, per quanto non disponibile immediatamente. Un ennesimo segnale, però, bearish per le quotazioni future.   APPROFONDISCI – Petrolio, scorte USA cresciute di 10,95 milioni di barili. Serbatoi sempre più pieni  

Condividi su
flipboard icon
Seguici su
flipboard icon
Argomenti: Petrolio