Petrolio, il Brent scivola a 58 dollari sulla produzione record saudita e l’Iran

Quotazioni del petrolio in calo sulla produzione record in Arabia Saudita a giugno e l'accordo vicino tra Iran e le altre potenze nucleari.

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Quotazioni del petrolio in calo sulla produzione record in Arabia Saudita a giugno e l'accordo vicino tra Iran e le altre potenze nucleari.

Perde l’1,24% il prezzo del Brent a metà seduta, scendendo a 58 dollari al barile. In calo sul pre-mercato anche il Wti americano dello 0,85% a 52,29 dollari. Tutto il mercato del petrolio, quindi,  risente negativamente oggi di 2 fattori, nonostante l’accordo siglato in extremis tra la Grecia e i creditori pubblici. Anzitutto, l’Arabia Saudita ha comunicato le cifre sulla sua produzione di greggio nel mese di giugno, salita a 10,56 milioni di barili al giorno dai 10,235 milioni stimati e in rialzo dai 10,187 milioni di maggio. Si tratta del nuovo record segnato da Riad, avendo battuto quello precedente e risalente al 1980. Ciò avrebbe portato l’offerta complessiva dei 12 paesi dell’OPEC a una media di 30,70 milioni di barili  al giorno, in crescita di circa mezzo milione al giorno e ai  massimi da oltre 3 anni.   APPROFONDISCI – Petrolio, quotazioni sotto i 60 dollari fino al 2017? Lo dicono i futures  

Accordo nucleare Iran e produzione saudita azzannano le quotazioni

Al contempo, si apprende che l’Iran potrebbe finalmente firmare un accordo sul nucleare con i paesi del gruppo dei “5+1” entro oggi o al più tardi nei prossimi giorni. Se sarà così, a Teheran sarebbero allentate o anche eliminate del tutto le sanzioni ONU contro le sue esportazioni, che hanno limitato la vendita del suo greggio di circa un milione di barili al giorno dal 2011. Dunque, l’Iran tornerebbe a produrre a pieno regime e sin da subito disporrebbe di 40 milioni di barili di greggio, accumulate su diverse navi-cisterna in sosta sul Golfo Persico. Si capisce, quindi, come le stime OPEC sulla domanda, più ottimistiche di quelle di qualche giorno pubblicate dalla IEA, non abbiano scaldato il mercato. Secondo l’Organizzazione con sede a Vienna, quest’anno la domanda di greggio dovrebbe crescere di 1,28 milioni di barili al giorno, per accelerare a +1,34 milioni nel 2016, grazie a una maggiore crescita attesa dell’economia mondiale (+3,5% da +3,2%).   APPROFONDISCI – IEA: le quotazioni del petrolio potranno scendere ancora  

Produzione OPEC ai massimi

Per l’anno in corso si tratta di un rialzo delle previsioni di 100 mila barili al giorno, rispetto alle stime precedenti.

Al contrario, la IEA ha pubblicato la settimana scorsa la sua previsione di un rallentamento dei consumi a +1,2 milioni di barili al giorno per l’anno prossimo da +1,4 milioni di quest’anno. Nel dettaglio, l’OPEC stima che la domanda di greggio per i suoi 12 membri salirà l’anno prossimo di 900 mila barili al giorno a 30,1 milioni di barili in media, pur sempre 1,4 milioni in meno dei livelli produttivi del mese scorso. Complessivamente, la domanda dovrebbe attestarsi a 93,9 milioni di barili al giorno, mentre saranno prodotti 57,7 milioni al di fuori dell’OPEC. Ne consegue che l’Organizzazione prevede e spera di riappropriarsi di parte delle quote di mercato perse negli ultimi tempi, visto che si attende una crescita contenuta della produzione non-OPEC, pari a meno di un quarto della maggiore domanda globale. Ma ciò starebbe avvenendo massimizzando la produzione dei 12 membri, naturale che le quotazioni sembrano essersi stabilizzate nel range 50-60 dollari.   APPROFONDISCI – Petrolio, le entrate OPEC scese sotto il trilione di dollari per la prima volta dal 2010    

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