Petrolio di nuovo sotto 20 dollari, ecco perché dopodomani può scendere sottozero

Quotazioni del Brent nuovamente sotto 20 dollari al barile e il 30 aprile potrebbe replicarsi quanto accaduto la settimana scorsa per il WTI americano, cioè che i prezzi scendano in area negativa, con le compagnie a pagare i clienti.

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Quotazioni del Brent nuovamente sotto 20 dollari al barile e il 30 aprile potrebbe replicarsi quanto accaduto la settimana scorsa per il WTI americano, cioè che i prezzi scendano in area negativa, con le compagnie a pagare i clienti.

Il prezzo del petrolio crolla ancora. Stamattina, le quotazioni del Brent perdevano un altro 4%, scendendo fin sotto i 19 dollari al barile, mentre quelle del WTI americano crollavano di un ulteriore 13-14% in area 11 dollari. Il problema è sempre lo stesso: la domanda resta nettamente inferiore all’offerta, a causa dei “lockdown” imposti da molti governi per contrastare l’emergenza Coronavirus. E il taglio della produzione da 10 milioni di barili al giorno, concordato da OPEC, Russia e altri produttori minori per maggio e giugno, non solo si rivela già essere del tutto insufficiente per tenere testa al calo dei consumi, stimato nell’ordine dei 25-30 milioni di barili al giorno, ma sembra tutto da verificare. La storia, anche recente, dimostra che non tutti i paesi che sottoscrivono simili intese effettivamente le ottemperano.

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E la capacità di stoccaggio a livello mondiale viene messa a dura prova. I serbatoi risulterebbero al momento pieni all’85%, ragione per cui da qui a circa un mese, non vi sarebbe più spazio fisico dove immagazzinare i barili estratti e rimasti invenduti. Da qui, la disperata corsa delle compagnie petrolifere, specialmente americane, per affittare nuove navi su cui caricare le estrazioni, pur a costi relativamente alti e senza che vi sia una disponibilità immediata e sufficiente.

Ieri, United States Oil Fund ha annunciato che non acquisterà più contratti futures per le consegne a giugno e che ridurrà anche le esposizioni per i prossimi mesi, puntando sui termini più longevi. Si rischia a tutti gli effetti la replica di quanto accaduto una settimana fa, quando i contratti WTI per le consegne a maggio furono venduti a prezzi negativi, in assenza di domanda.

Accadde, infatti, che essendo le ultime ore disponibili per i futures relativi a maggio, i detentori di quei contratti fossero consapevoli che non avrebbero più potuto rivenderli a nessuno, essendo nulla la disponibilità del mercato ad acquistare barili che non avrebbe potuto né utilizzare e né rivendere a terzi, per cui i prezzi sono crollati fino a un minimo storico di -37,63 dollari, un segno della disperazione.

Emergenza Coronavirus non cessa

Per il Brent, i contratti per le consegne a giugno saranno attivi fino a dopodomani 30 aprile. Man mano che ci avviciniamo a quella data, in assenza di improbabili novità positive che lascino supporre un recupero immediato della domanda, si rischia lo stesso collasso delle quotazioni vissuto dal WTI nei giorni scorsi. La situazione è un po’ meno disperata rispetto al mercato americano, essendo più ampio il mercato di riferimento per le negoziazioni, ma la musica è la stessa. E com’era prevedibile, le quotazioni del Brent hanno seguito perfettamente quelle degli States, perché entrambi i mercati sono da considerarsi vasi comunicanti.

Vari governi stanno già riaprendo parzialmente le loro economie, tra cui l’Italia. Tuttavia, questo scenario è stato perlopiù scontato sui mercati e, a dire il vero, i tempi della lotta alla pandemia sembrano allungarsi rispetto alle previsioni di alcune settimane fa, mentre la conta dei danni si allunga. Il rimbalzo del pil globale vi sarà a partire dal terzo trimestre, ma stando alle stime dei principali organismi internazionali, il recupero completo non avverrà subito, con le economie avanzate a restare sotto i livelli di ricchezza del 2019 fino ad almeno i primi mesi del 2022. Per questo, i futures sul Brent per le consegne a dicembre tendono a scivolare e ieri si attestavano a 31,33 dollari, meno della metà dei livelli di apertura di quest’anno.

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