Petrolio, a rischio investimenti per $1.500 miliardi con i bassi prezzi

I bassi prezzi del petrolio potrebbero rendere non più convenienti investimenti per 1.500 miliardi di dollari. Produzione attesa in calo negli USA.

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I bassi prezzi del petrolio potrebbero rendere non più convenienti investimenti per 1.500 miliardi di dollari. Produzione attesa in calo negli USA.

Le basse quotazioni del petrolio renderanno non più convenienti investimenti nel settore per complessivi 1.500 miliardi di dollari. Lo scrive il report di Wood Mackenzie, secondo cui il taglio degli investimenti sarà pari al 20-30% e già sarebbero stati ridotti per 220 miliardi, 20 in più di quanto stimato solo 2 mesi fa. La crisi del settore colpirà, in particolare, gli USA, compreso lo “shale”, dato che il taglio degli investimenti qui ammonterà al 45% del totale effettuato nell’intero continente. Le previsioni si basano sui prezzi attuali, ossia inferiori ai 50 dollari al barile. Non è un caso che il mercato stia reagendo stamane con un rialzo delle quotazioni a 45,22 dollari al barile per il Wti americano (+54 centesimi) e a 47,66 dollari per il Brent (+19 centesimi). Secondo l’OPEC, il greggio dovrebbe portarsi a 80 dollari al barile entro il 2020, segnando un rialzo medio di 5 dollari all’anno dai 55 attesi per la fine del 2015.   APPROFONDISCI – https://www.investireoggi.it/economia/petrolio-quotazioni-basse-per-altri-15-anni-lopec-le-vede-a-80-nel-2020/   Tuttavia, è di opinione fortemente contrastante Goldman Sachs, che intravede il rischio di un tonfo temporaneo anche a 20 dollari. Eppure, la Energy International Agency (EIA) stima che la produzione di greggio negli USA potrebbe diminuire l’anno prossimo di 400 mila barili al giorno, che sarebbe il calo peggiore dal 1989.   APPROFONDISCI – https://www.investireoggi.it/economia/petrolio-quotazioni-fino-a-20-per-goldman-sachs-scontro-sul-summit-opec/   Nel brevissimo termine, al netto dei timori per il rallentamento della crescita mondiale, Cina in testa, a sostenere parzialmente i prezzi delle materie prime dovrebbe esserci l’indebolimento del dollaro, a sua volta causato dal mancato rialzo dei tassi USA, la settimana scorsa. Tuttavia, oggi il biglietto verde si mostra più forte contro le principali valute, guadagnando mediamente quasi lo 0,2%. Gli analisti ritengono, infatti, che la stretta monetaria americana sia stata rinviata di solo qualche mese.   APPROFONDISCI – https://www.

investireoggi.it/economia/il-prezzo-del-petrolio-accelera-al-ribasso-sul-rialzo-dei-tassi-usa-a-settembre/

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