Peso messicano a +10% dall’insediamento di Trump, ma il rialzo ha senso?

Il peso messicano recupera il 10% contro il dollaro in appena 5 settimane. I guadagni appaiono incomprensibili, visto che arrivano con l'insediamento della presidenza Trump.

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Il peso messicano recupera il 10% contro il dollaro in appena 5 settimane. I guadagni appaiono incomprensibili, visto che arrivano con l'insediamento della presidenza Trump.

Nonostante le tensioni tra Messico e USA sulla costruzione del muro al confine tra i due stati, ordinata dall’amministrazione Trump, il mercato non sembra scomporsi e sta reagendo molto bene alle pur critiche prospettive per l’economia emergente, se è vero che dal giorno dell’insediamento del presidente americano il peso si è apprezzato di quasi il 10% contro il dollaro, attestandosi a un tasso di cambio attuale di 19,9 contro il record di 21,95 di 5 settimane fa, quando aveva toccato il livello più debole degli ultimi 10 anni.

Eppure, non sembra che ci siano ragioni per stare tanto allegri in Messico. Il segretario di Stato USA, Rex Tillerson, incontrando il collega Luis Videgaray, ha ribadito le posizioni in materia di rapporti commerciali e diplomatici tra i due paesi, ma si è sentito ribattere, che se il presidente Trump intende proporre di aumentare i dazi sulle merci nazionali nel processo di rinegoziazione il NAFTA, il governo messicano si alzerà dal tavolo e porrà fine alle trattative. (Leggi anche: Peso messicano a +6% dal giuramento di Trump, nonostante le tensioni)

Mercato scommette su posizioni meno aspre di Trump

Allora cosa sta alimentando i guadagni delle ultime settimane del peso? In primis, il mercato sta riposizionandosi dopo che nel 2016 ha assistito a un crollo del cambio del 17%. Il peso appare oversold, iper-venduto, tanto che nonostante il forte recupero da oltre un mese, resta in calo dell’8% contro il dollaro rispetto al giorno della vittoria di Trump alle elezioni USA del novembre scorso.

I segnali in arrivo da Washington non sono tutti così netti. Il segretario al Tesoro, Steve Mnuchin, ha espresso una posizione più conciliante, tesa a dare vita a nuove relazioni commerciali vantaggiose per entrambe. In generale, c’è la convinzione, che aldilà della retorica, la Casa Bianca troverà molto difficile varare misure punitive verso le esportazioni messicane.

L’intervento della banca centrale

E Banxico, la banca centrale messicana, ha di recente alzato i tassi e la scorsa settimana ha annunciato un piano di difesa del cambio per 20 miliardi di dollari, consistente nella vendita di assets in valuta americana, ma senza attingere alle riserve.

La prima asta si terrà il 6 marzo prossimo per un valore di un miliardo. Il mercato sta scontando, quindi, interventi nel tempo, tesi a sostenere il corso del peso contro il dollaro.

Infine, la debole domanda interna e la bilancia commerciale, esclusa la componente petrolifera, sostengono il cambio, rispettivamente deprimendo le importazioni e grazie a saldi attivi. Per quanto il dollaro potrebbe ulteriormente rafforzarsi contro le altre valute, specie dopo che la Casa Bianca svelerà oggi l’attesa riforma fiscale, pare che questo scenario sia stato già incorporato nei prezzi attuali. Presto, però, per dire che il peggio è alle spalle e che il peso messicano si apprezzerà d’ora in avanti. (Leggi anche: Investire in Messico ai tempi di Trump?)

 

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