Pernigotti: dopo 158 anni chiude la storica fabbrica a Novi Ligure, cosa rischiano 100 lavoratori

Chiude la storica fabbrica Pernigotti, a rischio 100 posti di lavoro. Finale amaro per l'azienda dei gianduiotti.

di Chiara Lanari, pubblicato il
Chiude la storica fabbrica Pernigotti, a rischio 100 posti di lavoro. Finale amaro per l'azienda dei gianduiotti.

Chiude un’altra azienda simbolo della tradizione dolciaria italiana. Dopo più di 150 anni la Pernigotti di Novi Ligure (Alessandria) fermerà la produzione. A comunicarlo i sindacati dopo l’incontro con i rappresentanti del gruppo turco Toksöz.

A rischio 100 posti di lavoro

Ora a rischio ci sono 100 posti di lavoro, motivo per cui è stata avviata un’assemblea permanente già da oggi. La Pernigotti ha 200 dipendenti, tra produzione, amministrazione e vendita, 100 di loro rischiano il posto. I sindacati, in questo caso Tiziano Crocco della Uila, già parlano di “duro colpo che subiranno la città e l’economia della provincia”. La decisione di chiudere la storica fabbrica di dolci non è stata accolta positivamente neppure dal segretario Flai Cgil Marco Malpassi che ha dichiarato: “La follia di tutta la vicenda è che hanno perso 50 milioni di euro per arrivare alla chiusura dopo cinque anni quando, con un piano industriale serio cinque anni fa e l’uso di ammortizzatori sociali forse si riuscivano a salvare bilanci e posti di lavoro. Sono cinque anni che facciamo proposte all’azienda, a fronte di bilanci mediamente in rosso per 10 milioni ogni anno e di quattro amministratori delegati che si sono avvicendati. Continuavamo a vedere questo ‘bagno di sangue’ nella gestione e per anni ci hanno dato dei gufi, tanto che anche ad Eurochocolate di ottobre la proprietà negava che lo stabilimento di Novi avesse problemi. Ma adesso hanno deciso di chiudere”. In merito ai lavoratori il segretario ha detto che: “Vogliono licenziare e chiedere la cassa integrazione per cessazione di attività appena reintrodotta tramite il decreto Genova. Noi chiediamo che si utilizzi la “cig” per crisi, in modo da avere più tempo per trovare soggetti potenzialmente interessati a rilevare l’impresa”.

Una tradizione che andava avanti dal 1860

La Pernigotti era stata fondata nel 1860 e per decenni ha prodotto i tipici gianduiotti della tradizione, torroni, cioccolato e altri alimenti dolci. Da drogheria specializzata in «droghe e coloniali» divenne la società specializzata in dolci «Stefano Pernigotti & Figlio”» nel 1868. Nel 1927 iniziò la produzione industriale del gianduiotto seguita nel 1936 dalla produzione dei preparati per gelateria. Sempre negli anni ‘20 il gruppo acquistò la Sperlari, che venne poi venduta nel 1981 alla H.J.Heinz Company per effetto di una grave crisi. L’azienda fu poi ceduta nel 1995 alla famiglia Averna, che nel 2013 l’ha, a sua volta, venduta al gruppo turco Toksöz. La crisi va avanti insomma da anni ma nessuno avrebbe immaginato la chiusura. Si pensa che la produzione ora potrebbe essere spostata all’estero mantenendo il marchio. Il pensiero maggiore, va, però, ai dipendenti che rischiano il posto. «I pochi impiegati del settore commerciale che rimarranno saranno trasferiti a Milano» ha rimarcato Tiziano Crocco, segretario generale dell’Unione italiana dei lavori agroalimentari (Uila). Intanto, in città, è partita la mobilitazione dei cittadini sconvolti per la perdita di un pezzo di storia mentre si cercherà, in qualche modo, di salvare i posti di lavoro.

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Argomenti: Crisi economica Italia, Economia Italia