Perché nel 2021 1 italiano su 6 lavorerà in Smart Working

Nel report di Nomisma, intitolato “The World After Lockdown”, si parla di più di 3 milioni di persone che sceglieranno di lavorare da remoto.

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Smart Working

Secondo una ricerca di Nomisma, lo smart working non sparirà con il covid 19 ma rimarrà come nuova modalità di lavoro per almeno 1 italiano su 6, che anche nel 2021 lavorerà da casa. 

Smart working anche nel 2021

Durante il lockdown, i lavoratori che hanno operato in smart working, sono stati più di 7 milioni per poi scendere alla quota del 24% una volta finito il lockdown, che significa circa 1 lavoratore su 4 che lavora da casa. Secondo Nomisma, però, il prossimo anno non cambierà molto e almeno un lavoratore su 6 continuerà ad operare da remoto. E non è soltanto il coronavirus il motivo per cui il lavoro da casa continuerà ad avere successo. Gli italiani hanno capito che in questo modo possono bilanciare la vita privata in modo più semplice, così come lavorare in modo più flessibile e ridurre il tempo passato in mezzo al traffico. Sarà difficile, quindi, tornare indietro.

 

Nel report di Nomisma, intitolato “The World After Lockdown”, si parla di più di 3 milioni di persone che sceglieranno di lavorare da remoto o in maniera agile e lo farà con più competenze. Il 74% degli italiani pensa di dover ricevere una formazione adeguata sullo smart working e sulla digitalizzazione del lavoro, mentre per il 58% degli italiani questa modalità di lavoro rappresenta davvero un’opportunità, che però sarebbe ancora migliore se ognuno potesse scegliere come e quando farlo. 

Vantaggi e non solo

Sicuramente, la proroga dello stato di emergenza, significa per il datore di lavoro decidere come e quando mettere i propri dipendenti in smart working mentre a regime ordinario sarà fondamentale un accordo, mentre in Parlamento è stata depositata una legge sul lavoro agile e il diritto di disconnessione.

Secondo Nomisma, poi, in questo momento a lavorare in smart working sono soprattutto i millennial, passati dal 24 al 27%, al Nord, il 27% contro il 18% del Sud e il 22% del Centro e tra le donne. Inoltre il lavoro agile sembra essere avere una propensione maggiore nelle Aziende più grandi. Tra i vantaggi riscontrati non solo il risparmio economico di tempo, ma anche l’avere più tempo libero, la maggiore autonomia e gestione dei carichi di lavoro. Gli svantaggi, invece, sono rappresentati da più ore di lavoro e a volte la difficoltà a separare la vita domestica da quella personale.

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