Perché l’ondata di caldo anomalo in Svezia finirà per rafforzare la corona

Il caldo anomalo in Svezia potrebbe finire con il rafforzare la corona. Ecco il legame possibile tra meteo e tassi di cambio.

di Giuseppe Timpone, pubblicato il
Il caldo anomalo in Svezia potrebbe finire con il rafforzare la corona. Ecco il legame possibile tra meteo e tassi di cambio.

E’ un’estate bollente nella tipicamente fredda Svezia. Le temperature hanno raggiunto i 32-33 gradi a Stoccolma e al nord-ovest della capitale sono scoppiati numerosi incendi. E’ la fotografia di un meteo pazzo in questo mese di luglio, perché se è tragicamente nelle cose che un rogo possa attecchire nei pressi di Atene, non lo stesso potrebbe dirsi di stati come Polonia e Svezia. La temperatura nello stato scandinavo si sta alzando anche sul piano politico. A settembre si rinnova il Parlamento e, stando ai sondaggi, la destra euro-scettica e anti-migranti di Democratici Svedesi raggiungerebbe il secondo posto, insidiando persino il primato dei Social Democratici, che non andrebbero oltre il 25%. Per il centro-sinistra al potere dal 2014 significherebbe probabilmente la sconfitta, specie se il blocco del centro-destra dovesse accettare di stringere un’alleanza di governo con la destra, sebbene ad oggi lo abbia escluso. Del resto, il premier Stefan Loefven guida un esecutivo di minoranza, che si regge sulle benevoli astensioni di almeno parte delle opposizioni.

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Sarà anche per l’incertezza politica, che la corona svedese ha perso quest’anno poco più del 4% contro l’euro, salendo a un tasso di cambio di 10,26. Su base annua, l’indebolimento è del 6,7%, mentre negli ultimi 5 anni ammonta a quasi il 15%. Stando alle analisi effettuate con la PPP (“Purchasing Power Parity”), ossia tenendo conto del potere di acquisto, risulterebbe che la corona svedese sia oggi sottovalutata di quasi il 46%, la percentuale più alta tra le valute delle prime 10 economie mondiali.

Eppure, nei 5 anni passati, il pil della Svezia è cresciuto al ritmo medio del 2,6%, con punte del 4,5% nel 2015, sostenuto dai flussi migratori. Il tasso di disoccupazione è sceso al 6,1%, mentre l’inflazione sta risalendo intorno al target del 2% fissato dalla Riksbank, attestandosi al 2,1% a giugno. Insomma, non si vedrebbe motivo per cui la corona debba continuarsi a indebolire contro le altre divise. In realtà, si tratta di una scelta deliberata proprio dal governatore Stefan Ingves, che dopo essere stato accusato di “sado-monetarismo” dal Premio Nobel per l’Economia, Paul Krugman, da qualche anno ha cambiato impostazione per la sua politica monetaria, contrastando le minacce di deflazione e portando i tassi in territorio negativo. Ad oggi, sono al -0,5%. Naturale che il cambio ne risenta, dato che tassi bassi tendono a far defluire i capitali.

Caldo anomalo accelera il rialzo dei tassi?

Tuttavia, adesso non vi sarebbero più le condizioni per giustificare il mantenimento di una strategia così accomodante e il caldo anomalo di queste settimane, per quanto probabilmente un fenomeno passeggero, contribuirebbe a farci prevedere una svolta meno lontana della Riksbank. Come? La siccità sta prosciugando le dighe del paese, riducendo l’offerta di energia idroelettrica e impattando così sulle bollette. E caldo e incendi stanno colpendo le coltivazioni, con la conseguenza che i prezzi dei generi alimentari sono attesi ora in crescita più di prima. In altre parole, i 33 gradi di Stoccolma sosterrebbero l’inflazione svedese, che a sua volta spingerebbe Ingves a intervenire prima del previsto sui tassi. Se questo scenario dovesse essere confermato, per la corona sarebbe un fatto positivo.

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Vero è anche, però, che la stragrande maggioranza delle esportazioni svedesi si ha verso l’Eurozona e le economie agganciate all’euro, come la Danimarca, quest’ultima secondo partner commerciale. Dunque, finché la BCE non alzerà i suoi di tassi, scordiamoci che la Riksbank sacrifichi la sua crescita con una stretta dall’impatto potenzialmente scioccante sulla corona, tale da colpire persino la stessa inflazione. Se, però, il buon momento per l’economia scandinava tiene, al netto delle vicissitudini politiche, il caldo inconsueto per queste latitudini non farà altro che avvicinare la stretta. Più è duraturo, più è verosimile l’uscita graduale dai tassi negativi.

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Argomenti: Economie Europa, Inflazione

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