Perché l’Italia non può chiedere alla BCE la cancellazione del debito pubblico

Il dibattito sulla possibile cancellazione del debito da parte della BCE rischia di portarci fuori strada. Oggi non ci sono le minime condizioni politiche per una simile misura.

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Niente cancellazione del debito pubblico italiano in vista

Christine Lagarde ha risposto nell’ultimo modo in cui poteva a David Sassoli. Qualche giorno prima, il presidente dell’Europarlamento aveva considerato interessante l’ipotesi di cancellazione dei debiti pubblici scaturiti a causa del Covid. Il governatore della BCE ha chiarito che essa sarebbe in contrasto con i Trattati, sebbene abbia spiegato che l’istituto potrebbe permettersi di subire anche forti perdite sui bond acquistati e iscritti a bilancio, in quanto detiene il monopolio della stampa di moneta, per cui potrebbe crearsi da sola tutta la liquidità di cui avrebbe bisogno per ripatrimonializzarsi.

Al di là degli aspetti tecnici, ne esistono diversi sul piano politico ed economico-finanziario che impediscono all’Italia, così come ad ogni altro stato dell’Eurozona, anche solo di immaginare una siffatta soluzione. Tra QE e PEPP, la BCE deteneva a fine ottobre quasi 510 miliardi di euro di debito pubblico italiano su un totale di 2.935 miliardi di titoli di stato dell’area. A conti fatti, un quinto del nostro debito è ormai in mano all’Eurotower. Su di esso, non si pagano nei fatti interessi, perché la BCE li accumula sotto forma di dividendi, che poi gira alle banche centrali nazionali, le quali a loro volta li girano ai rispettivi governi.

Ma il vero sostegno che la BCE offre ai nostri BTp è un altro. Tenendone elevata la domanda sul mercato, ne fa salire i prezzi e scendere i rendimenti. E così, malgrado la montagna del debito in Italia non fa che crescere di anno in anno, nel 2019 abbiamo speso in interessi il 3,4% del PIL, in calo costante proprio da quando è stato attivato il “quantitative easing”. E ad ottobre, il rendimento medio lordo sul mercato è sceso sotto lo 0,50%.

Questo significa che paradossalmente il costo del debito diminuirà anche nei prossimi mesi e anni. Mai l’Italia aveva speso così poco per ri-finanziarsi.

‘La BCE non può cancellare i debiti’, ma Lagarde apre con una frase sibillina

La cancellazione del debito nell’Eurozona sarebbe un’anomalia

Ora, non si può chiedere la cancellazione di un debito, che si mostra perfettamente sostenibile, pur solo grazie alla BCE. Non siamo nelle condizioni del 2011, quando stavamo per perdere accesso ai mercati e rischiammo di non poter più emettere nuovo debito. Al contrario, oggi la caccia al rendimento tra gli investitori scatena una sorta di mania a favore dei titoli di stato, tenendone i rendimenti a livelli bassissimi. Fino alla scadenza dei 5 anni, per i BTp risultano ormai negativi, cioè oggi il Tesoro ci guadagna indebitandosi.

Come potremmo mai immaginare di chiedere alla BCE di cancellare i debiti degli stati, quando questi non stanno nuocendo minimamente ai loro conti pubblici? Immaginate per un attimo che dall’Eurozona una tale richiesta ufficialmente arrivasse. I mercati non la prenderebbero bene, non potrebbero prenderla bene. Gli investitori hanno a che fare di continuo con casi di ristrutturazione dei debiti, come di recente è accaduto con l’Argentina. Ma parliamo sempre di economie in crisi economica e fiscale, nonché con PIL pro-capite generalmente basso. I loro governi si trovano costretti dalla situazione ad alzare bandiera bianca, mentre nel caso dell’Eurozona mancherebbero i presupposti finanziari minimi per effettuare una simile richiesta, oltre che giuridici come ha chiarito Lagarde.

Prestereste denaro a un governo che segnalasse di non avere voglia, pur avendone la possibilità, di ripagare i propri debiti? E’ vero, la richiesta riguarderebbe la sola BCE, non infliggerebbe alcuna perdita ai creditori privati, ma essa sarebbe percepita come frutto di un modo di pensare pericoloso, lassista e persino cialtronesco. Sarebbe come se un ricco cliente chiedesse alla banca che gli cancellasse il mutuo, sebbene possegga redditi elevati e ricche proprietà.

La banca non accetterebbe mai, anche se l’operazione fosse ininfluente per i suoi conti. E probabilmente nessuno più farebbe credito al signore, che avrebbe dimostrato di non avere voglia di ottemperare ai suoi obblighi, rivelandosi inaffidabile.

La cancellazione del debito in mano alla BCE rafforzerebbe la Germania

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