Perché l'Italia è il paese che ha più convenienza ad uscire dall'euro

Secondo un report di Merrill Lynch l’Italia tra i paesi periferici è quello che avrebbe i maggiori vantaggi ad abbandonare volontariamente l’euro.

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Carmen Gallus, curatrice Dall'Estero

uscita

Secondo un nuovo rapporto di Merrill Lynch, l’Italia, non la Grecia, è il paese che ha le più forti ragioni per lasciare l’euro. Il report di Merrill Lynch considera l’Italia e l’Irlanda come i due paesi con i più forti incentivi a lasciare l’euro, ma il co-autore David Woo ha detto 13 luglio in un’intervista che l’Italia è il paese da tenere sotto osservazione. L’analisi di Merrill, condotta da Woo con il suo collega foreign exchange strategist Athanasios Vamvakidis, non dice l’Italia uscirà o dovrebbe uscire dall’euro. Semplicemente fa una graduatoria tra i paesi in base ai loro incentivi a uscire, e mette l’Italia e l’Irlanda in cima al gruppo.   Uscita Euro Italia – Perché l’Italia? Perché l’Italia, come altri paesi che stanno soffrendo a causa dell’essere uniti alla valuta forte, beneficerebbe dall’aumento nella competitività delle esportazioni. E a differenza di alcuni altri paesi in difficoltà, l’Italia potrebbe forse mettere in atto un’uscita relativamente ordinata. Il bilancio pubblico ha un piccolo avanzo primario, cioè un pareggio di bilancio senza contare gli interessi da pagare. La sfida più grande è il rilevante disavanzo delle partite correnti, il che significa che ha bisogno di un afflusso costante di capitali stranieri per pagare i propri conti. Naturalmente, la crescita trainata dalle esportazioni è solo uno dei fattori da prendere in considerazione per un paese. La parte più controintuitiva dell’analisi dice che gli oneri finanziari per i paesi periferici scenderebbero, in particolare per Grecia, Portogallo e Irlanda, perché la possibilità di stampare moneta potrebbe rassicurare i mercati sulla minore probabilità di un default. Woo dice che se l’uscita dall’euro fosse ordinata, gli investitori potrebbero rapidamente perdonare l’Italia, anche se riducesse il valore dei loro titoli di stato Italiani. Egli cita il caso della Russia, che dichiarò default sul debito sovrano nel 1998 e un anno dopo aveva uno dei mercati azionari con i migliori risultati al mondo. “Il mercato ha una memoria molto corta. Se fai le giuste politiche, e ci sono opportunità per gli investitori di fare soldi, al mercato non importa granché” dice Woo. Paesi indebitati come l’Italia avrebbero dei benefici anche dal ridenominare i loro debiti in valute locali di minor valore. Questo, naturalmente, presuppone che l’Italia possa semplicemente dichiarare che 100 euro di titoli di debito ora valgono100 lire. Questo modo “può non portare automaticamente ad un default,” dicono gli autori, perché la legge locale che regola l’emissione del debito sovrano concede ai governi una più ampia libertà di ristrutturare i loro obblighi, senza innescare un default. Ma se l’Italia ha un incentivo relativamente debole a rimanere nell’euro, la Germania potrebbe corromperla per rimanere, dal momento che la Germania soffrirebbe di una uscita Italiana? Qui Vamvakidis e Woo si rivolgono alla teoria dei giochi, lo strumento del processo decisionale sviluppato da giganti come John von Neumann e John Nash, “A Beautiful Mind”. Essi concludono che l’Italia avrebbe un incentivo ad uscire anche dopo che la Germania pagasse una tangente. Sapendolo, la Germania non pagherà mai la tangente come prima cosa, non volendo buttare via i soldi. E questa è la sostanza: “L’Italia ha più incentivi della Grecia a uscire volontariamente dalla zona euro, a nostro avviso, mentre sarà più costoso per la Germania mantenere l’Italia all’interno. Ciò significa che l’Italia potrebbe essere ancora più riluttante della Grecia ad accettare dure condizioni per rimanere.” Se tutto questo è vero, la zona euro potrebbe disgregarsi molto più bruscamente di quanto ci si possa immaginare.  

Articolo originale: Why Italy Has the Most Reason to Quit the Euro

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Argomenti:   Crisi Euro
  1. PANTALONE 18 luglio 2012

    Speriamo presto sarebbe ora,il prof. Ruodini ha detto che nel 2013 la Grecia uscira’ dall’euro, e sara’ seguita o preceduta da altri Paesi dell’Eurozona, volesse il cielo che fosse preceduta dall’Italia. Noi siamo rovinati da questa politica dell’euro che impone solo sacrifici , e causa recession e, disoccupazione, fallimenti ed purtroppo suicidi.

  2. Bob 18 luglio 2012

    Ma allora per metter a posto tutto basta uscire dall’euro !
    Tutto qua !
    Per anni (da prima del 1992) hanno menato il can per l’aria che dovevamo a tutti i costi entrare nell’Euro perchè di qua e di là di su e di giù , ci hanno fatto fare manovre su manovre finanziarie (vi ricordate quella del ’92 di Amato ?) per entrare nell’Euro perchè anche allora la Germania non ci voleva dentro (ed anche altri ) causa oggi come allora il Debito Pubblico che era allora ed è adesso al 120% del P.I.L. (sono praticamente 20 anni che siamo con un debito che è oltre il 100% del P.I.L. mentre la Germania e la Francia sono state direi quasi sempre sotto al 90% del loro P.I.L.)
    Vi ricordate che allora prima di entrare nell’euro in pochi giorni il cambio della lira contro il Marco passò da 700 800 lire a 1300 !
    Siamo sicuri che le colpe siano della Germania e dei Paesi Nordici ? In 20 anni il tempo per abbassare il rapporto deficit Pil lo abbiamo avuto o no !!!!?? La classe dirigente di questo Paese appena entrata nell’Euro ha preso il Toro per le corna o no??
    No !!! Si è tranquillamente trastullata nei suoi giochi di palazzo come prima !!
    Non s’è occupata minimamente del problema ! Continua a vedere moscerini , ma non le travi !!
    In questi 20 anni governi seri avrebbero benissimo potuto tramite un piano pluriennale abbassare del 2% annuo il rapporto deficit pil ora ci troveremmo con questo ratio all’80% ! E non saremmo qui a parlare di spread a 500 punti base o di declassamento !
    Uno dei parametri per entrare nell’Euro era quello di avere un rapporto deficit pil di 60% o riconducibile ad esso o sbaglio ?
    La classe dirigente italiana per restare sullo scranno se li è “fottuti” tutti (i soldi ) e le possibiltà di risanamento !!
    Uscendo dall’Euro torneremmo alle solite ricette di svalutazione “competitiva” buone per sei 18 mesi ma dopo ?
    Se la Barca non si rappezza continuerà ad affondare !!
    Che poi svalutazione competitiva in un momento in cui in giro per il mondo non si vedono molti mercati di sbocco dei ns. prodotti non sò quanto possa valere !
    Anche la Cina sembra diminuire la sua impetuosa crescita !

    :-) 😀 :mrgreen: 😡 😡 😡 😡

  3. Carmen Gallus, curatrice Dall'Estero 18 luglio 2012

    Caro Pantalone, purtroppo gli economisti sapevano già che sarebbe finita così, ma i politici hanno voluto farci bere questo amaro calice come scusa per portare avanti “più mercatoemenostato” sino in fondo alle ultime estreme conseguenze.
    Ma coraggio, se l’intelligenza del paese non è completamente tramortita, forse possiamo arrivare a capire che possiamo imboccare la via d’uscita.

  4. Carmen Gallus, curatrice Dall'Estero 18 luglio 2012

    Bob: i Tedeschi non ci volevano dentro? MMmmmh…perché credi che abbiano ammorbidito i parametri di Maastricht?
    Guarda caro Bob che oramai ci sono tantissimi autorevoli studi (poco propagandati qui dalla nostra informazione) che dimostrano che il vero problema che sta alla base della crisi dell’eurozona non è il famigerato e cattivo debito pubblico, ma gli squilibri nei conti con l’estero (infraeurozona, per intenderci), il debito estero insomma, i capitali del nord che prima sono stati attirati in massa dal differenziale di interesse, e poi il classico “arresto improvviso” e fuga, lasciando detriti di inflazione, bolle, e squilibri commerciali privi dei normali strumenti di regolazione. Si tratta di un caso da manuale di ciclo Minsky di instabilità finanziaria. Abbiamo in Europa una riedizione delle crisi finanziarie già vissute dagli anni ’80 a ondate nei paesi emergenti. L’Europa si è messa alla stregua dei paesi emergenti priva di una propria valuta aderendo ad un’area valutaria che purtroppo non è affatto ottimale, e si sapeva! Ma non ce l’hanno detto!
    Quindi queste balle sul debito pubblico e sulle politiche di austerità che sarebbero necessarie servono solo a portare alle estreme conseguenze quanto detto sopra a Pantalone. E infatti dài e dài con st’austerità, ma qui in periferia non si vede un filo di spread che scende, perché i mercati l’hanno capito, che andando avanti così ci sarà solo la depressione e la svendita dei beni nazionali.
    Se posso, ti consiglio una buona lettura:
    http://www.costituzionalismo.it/articoli/406/

  5. eugenio 23 luglio 2012

    LA PERDITA DELLA SOVRANITA’ MONETARIA NON HA PREZZO,L’EURO NON E’ STATO PENSATO
    PER FARE GLI INTERESSI DEGLI ITALIANI,MA PER RENDERLI SCHIAVI DEL SISTEMA FINAZIARIO.

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