Perché la vittoria di Macron o Le Pen sarebbe comunque un danno per l’Italia

Che vinca Marine Le Pen o Emmanuel Macron in Francia, per l'Italia potrebbe non cambiare niente, almeno non in meglio. Ecco perché.

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Che vinca Marine Le Pen o Emmanuel Macron in Francia, per l'Italia potrebbe non cambiare niente, almeno non in meglio. Ecco perché.

E anche l’ultimo dibattito TV sulle elezioni presidenziali in Francia è andato. Emmanuel Macron e Marine Le Pen se le sono suonate di santa ragione ieri sera sul ring televisivo, scontrandosi su euro, Europa, sicurezza e immigrazione, ma più in generale sulla loro visione della Francia. Se c’è una frase che resterà memorabile dei 140 minuti di faccia a faccia, a tratti vivace, è quella della leader nazionalista: “Signor Macron, comunque vada, la Francia sarà retta da una donna: me o la signora Merkel”. Dal canto suo, il candidato centrista si è difeso molto bene, cercando di lanciare l’immagine di un uomo in grado di rafforzare la Francia nel mondo all’interno di un contesto europeo. Tra tre giorni scopriremo se i sondaggi avranno avuto ragione nell’assegnare a Macron un vantaggio di 20 punti percentuali, oppure se la Le Pen potrà avvantaggiarsi di qualche fattore alle urne, come della bassa affluenza. Il vuoto di contenuti del dibattito di ieri, a dire il vero, non deporrebbe in favore di un’elevata partecipazione al voto.

Comunque vada, però, l’Italia potrebbe rimanere vittima della prossima presidenza francese. Vediamo perché. Immaginiamo che vinca Macron, com’è molto probabile; i mercati reagirebbero immediatamente con acquisti sul comparto azionario e una fuga da quello obbligazionario nell’Eurozona, divenendo maggiormente propensi al rischio. (Leggi anche: Perché l’Italia sarà nel mirino dei mercati dopo il voto in Francia)

Se vince Macron

I nostri BTp, che nelle ultime settimane sono state oggetto di vendite, sarebbero tra i pochi titoli di stato a beneficiare all’impatto di una vittoria di Macron, vedendo diminuire sia i rendimenti che lo spread con i Bund, ma il rally durerebbe poco. Svanendo gran parte delle nubi che si addensano ad oggi sull’Eurozona, la BCE acquisterebbe maggiore fiducia sulla ripresa sia dell’economia che dei prezzi nell’area, cambiando verosimilmente linguaggio dal board di giugno, avvertendo sul ritiro graduale degli stimoli monetari dall’anno prossimo, cosa che farebbe lievitare sin da subito i rendimenti dei bond.

I BTp sarebbero i più colpiti dai ribassi delle quotazioni, scontando un maggiore rischio sovrano e una minore crescita dell’economia rispetto agli altri paesi. Con un rapporto debito/pil al 133% quest’anno, la sola idea che presto la BCE inizierebbe ad acquistare sempre meno nostri bond, fino ad azzerare il “quantitative easing”, farebbe scattare l’allarme sui mercati, che tornerebbero a chiedere un premio al rischio in linea con i livelli pre-QE, ovvero forse finanche di 300 punti base per i rendimenti decennali. (Leggi anche: Presidenza Macron, come sarà la Francia nei prossimi 5 anni?)

Se vince Le Pen

Se a vincere fosse Le Pen, invece, la reazione dei mercati sarebbe violenta. Fuga dall’azionario e rifugio presso il comparto obbligazionario, ma non nei BTp, percepiti a rischio per l’instabilità politica attesa e per le condizioni macro insoddisfacenti dell’Italia. Lo spread BTp-Bund salirebbe a livelli di guardia, rispecchiando i timori di una imminente dissoluzione dell’euro. Le perdite verrebbero solo parzialmente contenute dalla discesa in campo della BCE come pompiere, nell’ipotesi più estrema annunciando un potenziamento degli stimoli monetari in corso. (Leggi anche: Elezioni Francia, vince Le Pen, mercati sotto shock)

Aldilà di tutto, i mercati torneranno dai prossimi giorni a mettere l’Italia nel mirino, a causa del caos politico temuto dopo le prossime elezioni, nonché all’incapacità del governo di smaltire il peso del debito e di rilanciare la crescita con azioni idonee e sufficienti. Che vinca Le Pen o Macron, sarebbe solo questione di tempistica, prima che i nostri BTp siano presi di mira.

 

 

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