La crisi politica in Germania si aggraverà con le larghe intese

La crisi politica in Germania potrebbe avere come sbocco l'ennesima Grosse Koalition, che lungi dall'essere una soluzione, rischia di aggravare il collasso elettorale dei due principali schieramenti.

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La crisi politica in Germania potrebbe avere come sbocco l'ennesima Grosse Koalition, che lungi dall'essere una soluzione, rischia di aggravare il collasso elettorale dei due principali schieramenti.

C’è aria di Grosse Koalition in Germania, quando ancora il governo uscente è sostenuto proprio dai principali due schieramenti politici, i conservatori della CDU-CSU e i socialdemocratici della SPD. Se fino a qualche giorno fa, Martin Schulz, lo sfidante della cancelliera Angela Merkel alle elezioni federali di settembre, escludeva decisamente via Twitter ogni possibile coinvolgimento del suo partito nel nuovo governo, i toni sono cambiati ieri, quando su pressione di un’ala crescente dell’SPD, ha dichiarato che i socialdemocratici sono perfettamente consapevoli della loro responsabilità e che serve alla Germania “una buona soluzione” a giorni o entro poche settimane. (Leggi anche: Frau Merkel è politicamente finita, ecco cosa significa per l’Italia)

Il presidente Frank-Walter Steinmeier, anch’egli socialdemocratico, sta rivolgendosi proprio a Schulz e ai suoi uomini, affinché entrino nel quarto governo Merkel ed evitino così al paese le elezioni anticipate. Per quanto nessuno sia entusiasta nel partito di finire nuovamente tra le braccia della cancelliera, in pochi vogliono tornare alle urne. I sondaggi spiegano che si rivotasse oggi, i conservatori crollerebbero sotto il 30% e i socialdemocratici sotto il 20%. Il rischio elevato è di perdere ulteriori consensi e di non godere più nemmeno di una maggioranza assoluta dei seggi al Bundestag, nel caso i due partiti fossero costretti a mettersi insieme dopo eventuali elezioni anticipate.

A questo punto, non è sul “se”, quanto sul “come” varare la terza Grosse Koalition dal 2005. Dentro l’SPD, la convinzione-consolazione sarebbe che con una Merkel più debole che mai, i socialdemocratici avrebbero la possibilità di strapparle molte concessioni e così venderebbero il meglio possibile l’ennesimo accordo con gli avversari. Schulz, pur essendo un centrista, ha paura di non essere rieletto alla segreteria dal congresso di dicembre, consapevole che la base sia tutt’altro che scalpitante per governare altri 4 anni con i conservatori.

Grosse Koalition aggrava la crisi dei due partiti

In effetti, la Grosse Koalition si sta trasformando in una patologia del sistema politico tedesco e sarebbe la causa vera del crollo dei consensi per i principali schieramenti, dato che ne ha annacquato le identità e milioni di elettori hanno segnalato di preferire proposte più genuine. I sondaggi raccontano anche, infatti, che liberali ed euro-scettici avrebbero nel complesso il 27% dei consensi oggi, ovvero quasi 4 punti in più rispetto a quanto raccolto solo due mesi fa. In pratica, starebbero svuotando proprio i conservatori da destra, pur su posizioni tra di loro diverse (i liberali sono europeisti). (Leggi anche: Euro-scettici in Germania sposteranno a destra Frau Merkel)

Pensare di rimettere insieme conservatori e socialdemocratici appare una follia, in termini di prospettive future per i due schieramenti. Serve solo a consentire alla cancelliera di concludere “in bellezza” il suo quarto e ultimo mandato, ma sarebbe devastante per la credibilità del suo partito, che rischia di finire tritato alle prossime elezioni. Si consideri, ad esempio, che la CDU-CSU ha ottenuto a settembre il risultato più basso dal 1949, nonostante abbia potuto rivendicare un’economia mai così forte dalla riunificazione delle due Germanie, un mercato del lavoro in piena occupazione, conti pubblici in attivo, debito pubblico calante verso il 60%, bassa inflazione ed esportazioni record.

Obiettivamente, di meglio non potrebbe andare all’economia tedesca. Se nemmeno all’apice della sua condizione, gli elettori si sono sentiti di premiare il governo uscente, cosa accadrebbe nel caso in cui qualcosa andasse storto nei prossimi anni e uno o più indicatori di cui sopra peggiorasse? Rispetto agli anni passati, poi, al Bundestag il governo se la vedrebbe con ben 4 e non più solo 2 partiti di opposizione. Verdi e Linke presserebbero da sinistra l’SPD, mentre FDP e AfD lo farebbero da destra sulla CDU-CSU, esponendo i due schieramenti principali a un rischio di totale collasso elettorale da qui a qualche anno.

Rischio paralisi politica in Europa

Vero è anche, tuttavia, che soluzioni alternative credibili per la cancelliera non ve ne sarebbero. Pensiamo, ad esempio, a come i liberali nel governo le renderebbero la vita difficile, sempre che decidessero di ripensarci, tornando a negoziare il loro ingresso in maggioranza, eventualità che appare ormai improbabile. Non illudiamoci, perché la stabilità politica sarà mantenuta a Berlino a discapito della forza dello stesso governo. Su banche, euro, conti pubblici e salvataggi sarà uno spettacolo al Bundestag, quando i conservatori si vedranno incalzati da destra da due raggruppamenti, che messi insieme oggi conterebbero per oltre un quarto dell’opinione pubblica tedesca.

Frau Merkel è politicamente debole, ma non si trova nelle condizioni di poter concedere troppo agli attuali e probabili futuri alleati di governo. La coperta è diventata ancora più corta dopo le elezioni e non può più essere tirata da entrambi i lati. La sensazione è che la legislatura non duri affatto tutti e 4 gli anni e che sarà caratterizzata da una impasse, che si riverserà su Bruxelles, paralizzando ogni decisione rilevante e ogni proposta di riforma dell’Eurozona e delle istituzioni comunitarie. Sempre che i numeri per governare la cancelliera ce li avrà, dovendo confidare sulla disciplina di partito degli avversari, la quale stavolta non appare così scontata. I mal di pancia dentro l’SPD potrebbero privarla dei 355 seggi necessari per restare in sella. (Leggi anche: Con Merkel debole l’Europa rischia di perdere altri 4 anni)

 

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